Fiorello
al Vaticano: i gay non sono il diavolo
di Gay.it
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italiane vergognose sulle cellule staminali, si ai Pacs e quanta ipocrisia della
Chiesa sull’omosessualità
Straordinario
Fiorello a ruota libera
ROMA
– È forse l’uomo di spettacolo più popolare d’Italia Fiorello, che parla
di se, della sua famiglia, del suo essere cattolico e delle sue idee sulle
coppie gay in un’intervista alla rivista Vanity Fair che certamente farà
discutere. Rosario Fiorello, siciliano, 46 anni, questa estate diventerà padre
di una bambina e nell’intervista ha affrontato in maniera aperta e senza peli
sulla lingua argomenti in questo paese “scomodi” e controversi. Sulla
nascita della figlia, che si chiamerà Angelica, Fiorello dice che con la moglie
si stanno organizzando per congelare il cordone ombelicale. All’estero, perché
in Italia non è consentito. «Si, purtroppo la legge non permette di farlo in
Italia.» dice lo showman, «Ed è una vergogna. Se un giorno mia figlia dovesse
disgraziatamente averne bisogno, potrà disporre delle sue cellule staminali.
Chi non ha i soldi, invece, rinuncia alla possibilità di guarire: è assurdo e
ingiusto.»
Alla domanda se la bambina verrà battezzata Fiorello dice di si perché «sono
cattolico e all'antica. Anche se ultimamente ho avuto qualche problema con la
fede. Certe cose della Chiesa non le capisco. Per me i preti devono stare dalla
parte dei poveri e dei disgraziati, mentre in giro li vedo troppo spesso con
macchinone, vestiti di lusso e anelli enormi. E poi l’ipocrisia
sull'omosessualità: se nella Chiesa ci sono i gay, e ci sono, perché tapparsi
gli occhi così? Un omosessuale non è il diavolo.» Quando gli viene chiesto se
è favorevole ai PaCS, i Patti Civili di Solidarietà, Fiorello dice: «Certo. E
Prodi dovrebbe istituirli, senza pensarci più di tanto, anche qui da noi.» Il
conduttore, cantante e attore dice di stare anche pensando ad un nuovo programma
televisivo ma che è ancora troppo presto per parlarne. (RT)