Sì al karaoke in piazza Duomo
Postiglione Venanzio, Volpe Maria
Dopo le polemiche, concessa l'autorizzazione per lo show musicale in programma giovedì sera. Sì al karaoke in piazza Duomo. Il Comune dà via libera allo spettacolo di Fiorello.
"Ma che vi devo dire? Meglio Fiorello che i piccioni". Se la cava così, con una battuta. Roberto Grugnetti, assessore al traffico, mette fine al giallo: "Il karaoke si farà. E stato in tutte le città d'Italia, ha avuto successo, è giusto che Milano conceda piazza Duomo". E le polemiche? I ritardi? "Non è colpa della giunta. I funzionari ci hanno trasferito soltanto adesso le pratiche. Non so se per scelta o per un semplice errore". Ha vinto Fiorello, il super divulgatore del karaoke. Giovedì sera, dalle 20 alle 23, riuscirà a sbarcare in piazza Duomo (la trasmissione andrà poi in onda martedì 3 maggio su Italia 1). Con qualche brivido, ma con tanta pubblicità in più . Ernesto Brighi, direttore del museo del Duomo, era stato chiaro: "Sono nettamente contrario, per richiamare i milanesi sul sagrato ci vorrebbero soluzioni più dignitose e decorose". E lo stesso Philippe Daverio, assessore alla cultura, aveva frenato: "Ricordatevi che la soprintendenza ai beni ambientali ha dato parere negativo". Non solo. C'era anche una trattazione di massima (cioè una dichiarazione d'intenti) della giunta approvata il mese scorso: "Piazza Duomo si concede per le manifestazioni sindacali e politiche, solo eccezionalmente per le altre". Un lungo tira e molla: dire sì o no a Fiorello e ai fan scatenati? E diventato un caso politico. Con gli assessori sulla difensiva: "I funzionari del settore traffico avevano già dato un primo ok, ma senza dirci nulla. Come se la nostra firma non contasse....". Incontri, riunioni e controriunioni. Poi, ieri sera, ecco Grugnetti: "Sì, firmerò l'autorizzazione. Il karaoke ha un grande consenso popolare, Milano non può tirarsi indietro ". E Paolo Vantellini, assessore agli spettacoli, conferma: "Ma sì, ha ragione Grugnetti. C'è una sostanziale unanimità della giunta. Mi dispiace solo di essere stonato". Elena Gazzola, presidente del consiglio comunale, sembra più perplessa che convinta: "Va bene, si farà. Ma non vorrei che diventasse un precedente... Come faremo a dire di no agli altri?". E lo staff di Fiorello? Al lavoro, perchè non ha mai avuto dubbi sulla decisione finale. Non sarà un normale karaoke, ma una serata specia le di due ore con quattro vip: Donatella Rettore, Luca Barbareschi e due sorprese. I concorrenti non saranno scelti a caso, ma saranno i migliori "cantanti" che si sono esibiti in questi due anni di karaoke. Una vera sfida: dodici canzoni in gara, tutte italiane e tutte tratte dai successi di Sanremo. Fiorello, ex animatore di villaggi, proprio due anni fa aveva girato a Milano, in Piazza Castello, la prima puntata in assoluto, alla quale avevano partecipato non più di trenta passanti distratt i e indifferenti. E nel luglio del '92, proprio in Piazza Duomo, erano state girate alcune esibizioni mai andate in onda. Tempi diversi, mode diverse, ma soprattutto un Fiorello diverso: senza quello staff di persone tutt'intorno che adesso ripete: " Fiorello è occupatissimo, è impossibile parlargli". Ma il Comune non fa solo karaoke. Ieri, in consiglio, è ricominciato il toto assessori: chi prenderà il posto di Bedoni e Grugnetti, eletti in Parlamento? Il sindaco ha già deciso, ma presenterà i volti nuovi solamente domani. Indiscrezioni? Salvo sorprese, Luigi Santambrogio, attuale consigliere comunale, dovrebbe diventare assessore ai trasporti, mentre Mario Marzorati, ora consulente della Bedoni, dovrebbe occuparsi dei lavori pubblici. E il ruolo di capogruppo del Carroccio dovrebbe essere affidata a Elisabetta Serri, leghista emergente, esperta di politica urbanistica. Tanto per cambiare, sono tornate in aula le "Adamoli". Il lumbard Roberto Ronchi ha mostrato una lettera spedita dal Pds agli "operatori" del settore: "Vedete? E datata 21 marzo. Sei giorni prima delle elezioni, la Quercia si faceva propaganda così, accusando la Lega di bloccare l'urbanistica. Una falsità". Ma intanto il leghista Galeazzo Conti, a sorpresa, ha deciso di astenersi sulle Adamoli: un'altra spaccatura lumbard.
fonte: www.corriere.it