Fiorello chiede scusa a Milano
Maria Volpe
Dopo le polemiche e gli incidenti, il creatore del karaoke si sfoga e replica ai detrattori. Fiorello chiede scusa a Milano "In tutti i concerti ci sono svenimenti" Il sindaco: solo piazza Duomo era adatta. Due assessori in difesa delle canzonette "Ma se fossi il Papa sgriderei l'arciprete che mi ha contestato"
MILANO - Le polemiche prima di giovedì sera: piazza Duomo sì, piazza Duomo no. Poi lo spettacolo del karaoke, la sospensione, il conto dei feriti. E ieri, il "day after", lo sfogo di Fiorello e le sue scuse ai milanesi costretti ad abbandonare la piazza. Le prime accuse a cui risponde s ono quelle di Monsignor Angelo Majo, arciprete del Duomo, che aveva dichiarato: "Questa non è una piazza qualunque. Bisogna tutelarne la dignità". Fiorello commenta: "Capisco che l'assessore alla cultura possa criticare il nostro spettacolo, ma non riesco ad accettarlo da un prete. Un religioso, non può fare discriminazione culturale. Come fa a dire che non è dignitoso per il Duomo? Su questo piano allora una manifestazione politica è molto più blasfema". A Fiorello non è proprio andata giù ch e Monsignor Majo non abbia benedetto i cori di giovedì sera sul sagrato. E aggiunge, questa volta con ironia: "È come se il Papa durante l'Angelus della domenica dicesse: "Voglio solo quelli buoni". E no, lui accetta tutti, anche se c'è un cantante rock. Anzi se fossi il Papa chiamerei Don Majo e lo sgriderei un pò". Poi torna serio: "Ho incontrato tanti preti in questi due anni girando l'Italia e tutti erano contenti del karaoke perchè dicono che unisce i giovani e le famiglie". Ma Don Majo non ha risparmiato neppure Formentini e ieri ha dichiarato: "L'avevo detto che non bisognava tenere il concerto. Ha fatto tutto il Sindaco nonostante il parere sfavorevole della Soprintendenza e nostro". E Formentini replica: "Polemiche strumentali, ma non voglio insistere sull'argomento. Faccio solo osservare che l'arrivo di 80 mila persone per questa kermesse dimostra che l'unico spazio in grado di contenerle era piazza Duomo. Quindi, sarebbe stato sbagliato e privo di senso assegnare un'altra piazza pubblica, dove si sarebbero corsi pericoli ben più gravi. In effetti l'organizzazione non è stata efficiente e ha creato problemi alla manifestazione: ma d'altra parte non spettava all'amministrazione comunale occuparsene". Fiorello passa ad altre accuse, quelle di vecchia data: chi dice che il karaoke rovina la musica italiana, chi dice che procura ansia a causa della competizione, chi dice che è un sottoprodotto culturale. "Canteremo anche canzonette . si difende . ma non son o forse parte della storia della musica italiana? Poi quale stress? Fin da bambini ci insegnano che gli esami non finiscono mai, che devi sempre misurarti con qualcuno. E infine vorrei far capire che ci vuole anche il karaoke, non siamo tutti Santoro e Costanzo". Però le preoccupazioni per la sicurezza erano fondate? "Forse sì . ammette . ma siamo stati in tutte le piazze d'Italia, era un peccato saltare proprio la più bella di Milano. In fin dei conti non è accaduto nulla di grave. Durante tu tti i concerti ci sono degli svenimenti. Mi aspettavo tanta gente, ma non 80.000 persone". Alle 21.30 avete detto che era tutto finito, invece quando la folla si è diradata, avete ripreso lo spettacolo. Forse quelli che sono andati via sono ri masti male? "Lo immagino e chiedo scusa. Ma non abbiamo detto che era tutto finito per prenderli in giro, ma solo per evitare pericoli. Quando il vice questore ci ha detto che la gente stava spingendo troppo e che bisognava interrompere abbiam o subito smesso. Poi dovevamo terminare la registrazione televisiva (per il 3 maggio, 20.30, su Italia 1) e lo abbiamo fatto verso le 23 quando non c'era più pericolo". Quando ha visto tutta quella folla, quando ha capito che la tensione cresceva n on ha avuto paura, non le è tornato alla mente quel ragazzo di Pescara morto perchè saltava da un palazzo all'altro per riuscire a vedere meglio il suo spettacolo? "Il mio pensiero va sempre a quel ragazzo di Pescara. Tengo ancora la sua foto ed è il più bel ricordo. A 18 anni si fanno tante pazzie. Anch'io ero così: quante volte ho scavalcato i cancelli dello stadio per vedere gratis la partita. Ma tornando a Milano, no, non ho temuto che qualcuno morisse, ero solo un pò preoccupato". In Comune, in molti sono d'accordo con Fiorello. Roberto Grugnetti, assessore uscente al Traffico commenta: "Non vogliono che mettiamo Piazza Duomo a disposizione per gli spettacoli? Allora non dovremmo farlo neppure per il 25 aprile e il 1 Maggio. Qui c'è troppa gente che parla a sproposito". E Paolo Vantellini, assessore allo sport e spettacolo: "Ma in fondo, che male c'è a cantare?".
fonte: www.corriere.it