Fiorello ferma tutto: vorrei piangere
Fulvio Bufi
Grande commozione ai funerali del diciannovenne precipitato da un tetto durante lo show. Fiorello ferma tutto: vorrei piangere. La promessa in Tv: d'ora in poi karaoke solo in piazze più grandi.
CAPUA (Caserta) - Gli amici di piazza dei Giudici hanno fatto stampare i manifesti a lutto. Anche l'Ascom e la Confcommercio e pure tanti altri. "Volete sapere chi era Romano? Venite tra due ore ai funerali e lo capirete. Il paese sarà tutto lì, perchè lui se lo merita". E infatti alle 4 del pomeriggio, dentro e fuori la chiesa di San Filippo e San Giacomo, sembra essersi data appuntamento davvero tutta Capua. Riscopri il paese, mentre il prete benedice la bara e tanta gente aspetta fuori, con gli occhi lucidi e i brividi che corrono su per la schiena. E non c'entra l'umidità, che pure ti penetra nelle ossa. Questa è emozione, partecipazione vera. "Volete sapere chi era Romano? Un ragazzo, un bravo ragazzo. Nient'altro". I primi ricordi, raccolti nei bar, in piazza dei Giudici, nella vicina piazza Medaglie d'Oro, sono tutti così. Romano Corbo lo conoscevano tutti. E tutti, in pochi minuti, giovedì sera hanno saputo che era morto precipitando dal tetto di un palazzo mentre cercava di avvicinarsi al palco dove stava esibendosi Fiorello. Un bravo ragazzo, uno come tutti gli altri, 19 anni spesi con due passioni, il calcio e la musica. Ma per lo sport Romano non faceva follie, e forse non aveva neanche i numeri per puntare molto in alto. Però giocava a pallone da quando era bambino, sempre nella società sportiva Calcio Capua: pulcini, allievi, esordienti, juniores. Alla polisportiva del paese un suo ex allenatore lo ricorda allegro e senza ambizioni: "Il campionato di prima categoria non era per lui, non aveva più nemmeno l'età per guadagnarsi un posto in squadra. Però gli andava bene anche così. Giocava terzino e si impegnava. Come si dice? Lo faceva per passione. Gli piaceva, come gli piaceva la musica". Già, forse quella l'amava anche più del calcio. Ma non aveva l'abitudine di camminare sui tetti pur di non perdersi uno spettacolo o un concerto. Chissà come gli è venuto in mente di farlo l'altra sera. "Forse perchè c'era una folla incredibile, e lui il karaoke non voleva perderselo", racconta il titolare di un ristorante dove Romano e i suoi amici di piazza dei Giudici andavano spesso il sabato sera. "Veniva qui, scherzava, faceva casino. Io lo richiamavo e lui sorrideva. Era un bravo ragazzo". Un bravo ragazzo che con la scuola aveva chiuso. Da poco si era iscritto alle liste di collocamento, ogni tanto lavorava insieme al padre Alfonso, muratore e piastrellista (la madre, Luisa, lavora invece come bidella). Non fumava, non aveva l'auto, non aveva nemmeno molti soldi in tasca, giusto quello che gli serviva per andare in discoteca. Con la sua ragazza? "Penso che una l'avesse . replica l'allenatore .. Sa come va nelle comitive, qualche storia nasce sempre. Storie di ragazzi". Storie senza storia. Romano Corbo è morto a 19 anni dopo un volo di venti metri lasciandosi alle spalle la vita semplice di un ragazzo di provincia che faceva salti mortali solo a ritmo di musica. Nemmeno il carnevale lo aveva entusiasmato più di tanto. A Capua l'appuntamento in maschera è atteso tutto l'anno, e sia il papà di Romano che il nonno per anni sono stati tra gli organizzatori dei gruppi che festeggiano in strada. Lui invece no, si era tenuto fuori da ogni iniziativa. Soltanto sabato scorso aveva cambiato atteggiamento, quando nella stessa piazza dei Giudici, dove l'altro ieri c'era il karaoke, ha suonato Tu llio De Piscopo. E Romano era lì, il più vicino possibile agli amplificatori, ad applaudire e a cantare insieme con i suoi amici i brani del percussionista napoletano. Però Fiorello valeva ancora di più. Altro che carnevale, altro che De Piscopo, la vera festa per i ragazzi di Capua era il karaoke. Giovedì intorno al palco i primi gruppi hanno iniziato a formarsi già poco dopo mezzogiorno. Sei ore più tardi sarebbe invece arrivato Romano, con quell'idea folle che gli è saltata in testa di arrampicarsi sui tetti. Ora spiegano che forse voleva arrivare sul balcone della Pro Loco, una delle postazioni migliori per godersi lo spettacolo. E precipitato prima ed è morto prima di arrivare in ospedale. Il "divo" preoccupato al Tg: questo successo mi fa paura. IL PROTAGONISTA - MILANO - Per la prima volta in due anni, ieri alle 20, su Italia 1, il karaoke non è andato in onda. In segno di lutto. Lo ha annunciato lo stesso Fiorello ospite di "Studio aperto", che ha dedicato ampio spazio al triste evento di Capua. "Non mi sarei potuto guardare allegro come sempre mentre è andata via una vita di 19 anni . ha detto l'animatore dello show .. Non è giusto che io sia sempre lì, qualunque cosa succeda, a ridere, a cantare, a ballare". Inizialmente è stato mostrato un filmato in cui Fiorello annunciava la morte di Roberto a un pubblico folto e poco disposto a rinunciare allo spettacolo che stava per essere registrato. Quindi, in studio, un Fiorello frastornato ha commentato quelle immagini: "Ho qualche cosa dentro . ha detto . e vorrei tirarla fuori. Vorrei piangere... Dalla tv non si vede la festa in piazza, questo momento di aggregazione così semplice. La gente si ritrova per il gusto di stare insieme, divertirsi". E ha ammesso: "Mi fa paura questo successo. Ora provo dolore per la morte di questo ragazzo e per la sua famiglia. Tanto più che poche ore prima una mamma mi aveva ringraziato, piangendo, perchè la sua bimba malata ai polmoni era migliorata cantando il karaoke. Una contrapposizione di vita e morte che mi frastorna". Quindi una promessa: "Queste cose non succederanno più . D'ora in poi useremo piazze più grandi".
fonte: www.corriere.it