Fiorello: Re per una notte della radio e della televisione
ANTEPRIMA IN VIDEO LO SHOWMAN HA ANTICIPATO SU RAIUNO IL SUO «VIVA RADIODUE», IN ONDA DA OGGI. E IL PICCOLO SCHERMO TEME IL SORPASSO
di Michela Tamburrino
Mai la radio aveva potuto tanto, superare la televisione regalandole uno show miniaturizzato nei tempi, eclatante nei modi. Tutto merito di Fiorello che in preda al dono dell’ubiquità passa da Raitre a Radiodue a Raiuno, ma non è la Tv on demand, è il miracolo della comicità che in radio esalta il fascino dell’imitazione. Così Fiorello viene lanciato alle 20 nel Blog di Raitre mentre è con le cuffie in testa e mentre fa autografi in strada, oppure mentre si trasmuta fisicamente prendendo le sembianze dei suoi personaggi, massimo dell’aplomb della rete ex bulgara perché Fiorello sarà di lì a poco il diretto antagonista del loro Fazio, stesso orario ma su Raiuno.
Però tutto ha inizio su Radiodue, con un co. e con un ca. Vale a dire con i coglioni e con il cazzo. Sì, perché, distratti dall’anomalia di una trasmissione bifocale, Fiorello e Baldini, senza rendersi conto di essere già in onda, si sono prodotti in queste due esclamazioni benaugurale. Del Noce se la ride in prima fila già prima di essere visto, prima che Fiorello gli vaticinasse il rapido defenestramento a favore di una diversa sistemazione su una rete «animalier»: lui berlusconiano, sostiene il conduttore, è durato fin troppo. Fiorello perfeziona l’osmosi radio-tv commentando il Tg1 che va in onda nel frattempo. Una buona parola per tutti. Attilio Romita? Sembra il sosia di Martufello. Guarda lì che c’è Previti. Grillo che parla contro l’alcolismo. Rifà Gigi Riva in sinc, Fedele La Sorsa prima che diventasse Hulk.
Non basta quello che vede: e
anticipa quello che sentiremo. I nuovi personaggi li svela in radio perché in
radio saranno ascoltati. Innanzitutto, Barbara Palombelli, sua vicina di studio
radiofonico a via Asiago. Il problema, dice Fiorello, è che Palombelli sarebbe
la talpa di D’Agostino e che a lui avrebbe anticipato i soggetti delle nuove
prese in giro. Per saperne di più basta collegarsi con www.barbara.ciccio. Ma
chi è Ciccio? E’ Rutelli naturalmente. Imitazione perfezionata grazie a
quell’ineffabile birignao romano riproposto tale e quale. E poi c’è Umberto
Eco che si lancia in un fantastico «se io avrei». Ma di padre Georg, il
bellissimo segretario privato del Papa, non concede neppure un assaggio.
Bella cosa vedere la radio che entra in televisione, figurarsi quando ci entra
la lavatrice, dice Fiorello che non nasconde una certa emozione da video
malcelato. Ieri sera ha fatto Bingo sostituendo il programma di Insinna: «Stasera
i pacchi siamo noi».
Quando si accendono le luci dello studio di Radiodue formato video sembra di
precipitare in un varietà vecchia maniera con le stimmate della povertà
amplificate dalle luci a paillettes. Il corpo di ballo è rappresentato dal
corpo di una sola ballerina, cadono coriandoli che sono stralci di Finanziaria,
l’orchestra dal vivo c’è ma risicata. In fondo la diretta è costata solo
seicento euro, tutti spesi per l’affitto degli smoking. Però viene annunciato
un grande ospite, il presidente della Repubblica Napolitano in diretta dagli
spogliatoi del Napoli. Qui Fiorello supera se stesso seminascosto in una cabina
telefonica stile vecchia Inghilterra che lo protegge tra un funiculì e un
funiculà.
E la politica? C’è e questa volta è tutta dedicata al nuovo Governo. Tranne
un accenno a Berlusconi intento a creare una nuova scuola per manager di Forza
Italia che si chiamerà scuola elementare. L’imitazione di Prodi è la più
scontata, Camilleri è un classico che funziona sempre, il Papa è evocato
spesso, pure la Santanché che sfila in piazza contro la Finanziaria portando
gli striscioni Prada. Gabriella Germani è la voce femminile del programma,
fantastica nelle corde vocali della Bellucci che tanto se ne ebbe a male e ora
altrettanto grande come Emma Bonino, Alessandra Mussolini, Michelle Hunziker. Ma
Gianni Morandi è il più citato, non più eterno ragazzo ma eterna carogna come
lo vogliono gli autori del suo show. Chiude il vero Lelio Luttazzi al pianoforte
ed è standing ovation. Si spengono le luci e parte «Assunta Spina», sarà un
successo grazie al traino di Fiorello.