Karaoke nella piazza rossa
Monica Guerzoni
Sabato a Roma l'ultima puntata: con Fiorello canterà anche Sgarbi. Karaoke nella piazza rossa. Il sindaco porterà il saluto della città: "È un fatto importante nella cultura giovanile" Lo stesso spazio negato a Greenaway. Rutelli concede San Giovanni. Bertinotti: spero ci tornino i cortei.
ROMA - Il karaoke di Fiorello sulla piazza dei funerali di Berl inguer, delle grandi manifestazioni sindacali, del primo maggio e dei comizi storici della sinistra. Sabato sera sul palco montato di fronte alla basilica di San Giovanni, al centro di Roma, andrà in scena l'ultima tappa del "Superkaraoke" di Canale 5. A tributare un saluto alla fortunata trasmissione che in undici puntate ha toccato le maggiori piazze d'Italia, ci sarà anche il sindaco di Roma. Francesco Rutelli, convinto che il karaoke sia "un fatto di grande importanza nella cultura giovanile ", porterà al giovane pubblico dei "fiorellomani" il saluto della città. Era ora, dirà qualcuno, dopo che a giugno la sovrintendenza aveva negato l'autorizzazione per il Circo Massimo, da cui sarebbe dovuto partire il tour. Questa volta il sindaco ha prevenuto le polemiche concedendo all'evento canoro targato Fininvest quella che è da tempo la piazza simbolo delle battaglie progressiste. Così sabato sera, alle 20.30, Roma avrà finalmente il suo battesimo nel nome di Fiorello. Anche il presidente della commissione Cultura della Camera Vittorio Sgarbi, ospite d'onore assieme a Christian De Sica, Claudio Lippi e Rosanna Lambertucci, intonerà qualche nota con la sua voce di "basso naturale" per far contento il pubblico. In fondo, secondo Sgarbi, il karaoke non è altro che l'opera lirica del nostro tempo: "Mi rendo conto . commenta . che la mia presenza possa apparire provocatoria. Ma quando ho detto di sì non sapevo quale fosse la sede dello spettacolo. E comunque non è vero che il karao ke è di destra. E una manifestazione popolare e la scelta del sindaco di Roma (una decisione pivettiana, nel senso che dove c'è una chiesa la fede e lo Stato convivono senza contraddizioni) lo dimostra. L'omologazione Fiorello Berlusconi è sbagliata: è lo stesso rapporto che c'era tra Verdi e Cavour". La giunta comunale sembra aver accolto senza troppo interesse la decisione di Rutelli. "Nessuna polemica" conferma il capo ufficio stampa Maurizio Sandri, che smentisce le ipotesi di malumori all 'interno della maggioranza. Eppure a giugno le polemiche erano state feroci. "A qualcuno sembrò di cattivo gusto dare parere favorevole per Fiorello quando la sovrintendenza aveva negato la piazza a Peter Greenaway" ricorda l'assessore pidiessino alle Politiche culturali, Gianni Borgna, che con Rutelli condivide l'idea di una città che non deve essere tenuta sotto chiave ma vissuta dai cittadini. "In linea di principio . aggiunge l'assessore . sono d'accordo con questa scelta. Certo, forse pot evano esserci piazze più indicate dal punto di vista estetico. Ma siamo in uno Stato democratico e certo non mi scandalizzo. Forse quello che stride, più che il fatto che San Giovanni è stata la piazza dei grandi comizi, di Togliatti e dei sindacati, è che si tratta di un luogo dal grande valore spirituale. Ma ricordiamo che ha ospitato anche le feste pagane, le bancarelle e la notte delle streghe". Assoluzione piena anche dal battagliero consigliere verde Athos De Luca, contrario a una visione ideologica e "retrò" dell'uso delle piazze. Il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti accoglie la notizia con un velo di rimpianto nella voce: "La piazza di San Giovanni ha il segno di grandi manifestazioni di massa e anche di immen si fatti simbolici, sia di vita sia di morte, come i funerali di Enrico Berlinguer. Ma un luogo simbolo può benissimo mescolarsi con il profano senza perdere il suo carattere sacro. Il karaoke è la spia di una moralità segnata da una cultura che non mi piace: preferirei che questo luogo fosse occupato da musiche rock o da un concerto delle "posse". Spero torni il tempo di una grande manifestazione politica di massa, magari un corteo unitario delle opposizioni". Dopo la puntata di Roma Fiorello abbandonerà gli schermi televisivi per tornare all'inizio del '95 con un nuovo programma su Canale 5. Nell'agenda dello showman c'è anche la partecipazione, come cantante, al Festival di Sanremo.
fonte: www.corriere.it