"Quanto è bella la Fiat fiorellizzata"

Dopo le date torinesi stasera Rosario è atteso a San Sicario

di Luca Dondoni

Fiorello è un fiume in piena che sembra non arrestarsi mai. L'unica diga che riesce a fermarlo è una mezza infiammazione che lo ha preso alla gola l’altra sera dopo che, sudato fradicio, è sceso dal palco del PalaIsozaki, al termine della sua prima esibizione per i dipendenti Fiat. «Sto a pezzi - dice subito - mi sa che ieri ho dato un po' troppo». Il malanno però deve essere un po' più serio di una bronchituccia poiché ieri lo showman non è potuto andare alla sede Rai di via Verdi dove lo aspettavano per «Viva Radio 2». Comunque, anche ieri Fiore è tornato a esibirsio al PalaIsozaki di fronte a 8000 dipendenti Fiat e questa sera, se il malanno non persisterà, è atteso alle 21,30 al Palatenda allestito in area ex hangar di Cesana- San Sicario. «A Torino c'è sempre un'atmosfera fantastica - racconta. - Ho lavorato tanti anni nei villaggi vacanze di Sestriere, San Sicario e Pila, e qui in zona ho avuto anche una fidanzata. Al PalaIsozaki è stato meraviglioso. La gente ha partecipato, riso, battuto le mani, ha addirittura assecondato una gag che non pensavo venisse così bene. Ho fatto tirare fuori a tutti il mazzo di chiavi che avevano in tasca e ho voluto che intonassero “Jingle bell” solo facendo tintinnare le chiavi. Sembrava un concerto, avrei voluto registralo». Fiorello non riesce a frenare l’entusiasmo. «Non potevo crederci. Dico di più. Ho lavorato per un'ora e mezza e alla fine quando sono sceso dal palco mi è pure dispiaciuto. Avrei voluto continuare e meno male che stasera (ieri per chi legge) faccio il bis».

Quali sono state le gag che hanno fatto più ridere? «Lo spettacolo per la Fiat è stato scritto per l'occasione. Non ho ricicciato quasi nulla dal mio spettacolo live “Volevo fare il ballerino” e solo poche cose da “Viva Radio 2”. Ho detto a tutti che stavamo sulla stessa “Barchetta” e ho continuato parlando degli scheletri nell'armadio dell'azienda che sono quelle “ciofeche” di Arna e Duna; non sono mancati gli sfottò a Luca Cordero di Montezemolo, del quale sono amico personale, a Jaki e Lapo Elkann e altro ancora». Il primo a divertirsi è stato Fiorello. «Quando ero un giovine ardimentoso e voglioso di lanciarsi nel mondo dello spettacolo, avevo dei sogni. Guardando le pubblicità in tv sognavo di fare il testimonial per uno dei tre marchi d'azienda che per me sono la bandiera dell'Italia. Barilla, Lavazza e Fiat. Quando mi hanno chiamato per fare da testimonial per la “nostra” fabbrica di autovetture si è avverato un sogno». Chi l'ha voluta come testimonial? «La verità? No, non posso. Posso solo dire che un giorno lessi un'intervista di Lapo Elkann che diceva: "fiorellizzeremo la Fiat". Poi qualcosa è successo, o no?». Come sono nati gli spot tv? «Abbiamo proposto a Marchionne l'idea di riprendere la trasmissione "Viva Radio 2" così com'era, con due sole telecamere e gag scritte ad hoc. Lui ha visto i provini e si è divertito da morire poi noi e l'agenzia Safirio, Tortelli & Vigoriti abbiamo fatto il resto. Tutti gli spot sono dei "buona la prima" con risate vere, pubblico vero».

L'altra sera sua sorella Catena ha esordito con un nuovo programma tv in Rai, suo fratello con le fiction è in onda un mese sì e uno no, lei con le sue incursioni su Rai 1 ha incollato davanti al teleschermo dieci milioni di telespettatori. Non è che la famiglia Fiorello sta «fiorellizzando la Rai»? «Facciamo cose diverse; uno è showman (o almeno ci provo), l'altro attore e quell'altra la giornalista e la scrittrice. Comunque io leverò il disturbo molto presto. Ora "Viva Radio 2" si ferma per il Natale. A gennaio non andiamo in onda così facciamo calmare le acque. Il dvd, il cd, le incursioni domenicali su Rai 1, i giornali che per una settimana ci hanno dato il tormento. Torneremo a febbraio e per allora da "molto mosso" il mare sarà sicuramente meno agitato»