Forse lo avete visto ieri sera, durante la trasmissione dedicata all’assegnazione dei Telegatti, o l’altra sera, quando è passato un breve pezzo: nel bel mezzo della trasmissione, ricca come sempre di belle donne e uomini eleganti, è salito sul palco Fiorello per ricevere il premio.
All’improvviso sbuca da dietro le quinte il nostro Mike, vestito da barbone e con un grosso cappellaccio.
È più che mai brontolone e se la prende proprio col suo allievo amico.
Giustamente e doverosamente Fiorello invita il pubblico a rivolgere al grande barbone una standing ovation. E poi ci sono delle gag molto divertenti.
Una cosa studiata bene e riuscita meglio.
Poco fa ero a passeggio sulla scogliera e cercavo di rilevare i danni fatti dall’ultima mareggiata. Di fianco, di lato, attraversandomi il percorso, saltellava Sconci, il mio gatto che è venuto da lontano e che si è imposto con la sua simpatia e perseveranza, a volte frammista a miagolii imploranti.
E ho pensato, avendo vicino e felice il mio gatto, senza essere un telegatto, ho pensato, dicevo, a Mike Buongiorno e al suo ingresso trionfale.
Se si fosse presentato al posto suo un vero autentico barbone doc?
Trambusto, occhiatacce ai boys del servizio d’ordine, scuse in diretta
sull’ episodio non previsto dal rigido copione.
Magari quel barbone vero poteva essere addirittura uno scienziato verissimo, come succedeva a Napoli per il grande matematico Renato Caccioppoli, scomparso nel lontano 1959.
O poteva essere un pittore, uno scrittore, un poeta.
Poteva essere un semplice, vero, povero barbone.
Chi gli avrebbe teso la mano, quella sera?
Sconci, sta attento a non farmi inciampare sullo scoglio; già questi pensieri mi fanno girare la testa.