Dopo lo show di stasera Fiorello ha in programma due serate riservate ai dipendenti domani e sabato
TORINO
Non bastava «fiorellizzare» la Fiat a suon di spot. L'artista di Augusta ha fatto di più: è riuscito a toccare il cuore dei torinesi, conquistarseli tutti in massa. Missione compiuta e alla grande, come prova il Mazda Palace nuovamente esaurito, anche per l'appuntamento di questa sera alle 21 (il terzo da gennaio) con lo show «Volevo fare il ballerino... e non solo». I torinesi accorrono alla chiamata del maestro - Personaggio dell'anno ai Telegatti - che si è ormai ribattezzato, a beneficio dei sabaudi, Tav, ovvero «il terrone ad alta velocità». Esito di tanta reciproca passione, gli ennesimi 7000 posti andati via come il pane: inutile cercare il biglietto dell'ultima ora. Eppure Fiore, di occasioni al pubblico torinese ne ha offerte parecchie, ultimamente. Tre puntate sotto la Mole tra gennaio e marzo 2006, tre quest'anno con questo show, una scappata a San Sicario e una generosa manciata di serate per i dipendenti del Gruppo Fiat, che potranno applaudirlo domani e sabato.
Troppa grazia? Macché: e le incette ai botteghini sono lì a dimostrarlo.
Potenza del versatile, teatralissimo showman, pronto a trascinare il pubblico in un vortice di spettacolarità allo stadio puro, tra battute su temi attuali (sempre insensibili, però, a volgarità), esibizioni canore, défilé di personaggi «fiorellizzati» in radio e tv: dal Camilleri tabagista che inquina come un tubo di scappamento al socio di réclame, Mike Bongiorno, da Morandi a Cocciante. Non basta: ammaliati dal Rosario-zelig, gli spettatori ridono degli sberleffi a loro rivolti, e poi lo seguono in una cavalcata catodica che va dal varietà in formalina alle teletrovate recenti. E di più: l'artista, tenendo fede al titolo dello show, vuole davvero fare il ballerino, e lo dimostra con coreografie di Luca Tomassini, musiche eseguite da un'orchestra di 14 elementi diretti dal maestro Enrico Cremonesi e l'accompagnamento in video-synch di un vero corpo di ballo.
Chapeau, monsù Fiorello.
fonte: www.lastampa.it