Bublé duetta con Baudo «rapper»Il cantante in Italia per presentare il suo nuovo cd «Call me irresponsible»
di Carlo Antini
Il Crooner torna a cantare. La sua voce calda e avvolgente ricorda da vicino il timbro di Sinatra, anche se gli manca ancora un po’ di personalità. La voce è quella di Michael Bublé, in questi giorni in Italia per promuovere il suo nuovo cd «Call me irresponsible». Ieri il cantante canadese era ospite della trasmissione radiofonica di Fiorello «Viva Radiodue». In onda non sono mancate le sorprese. Bublé ha iniziato a imitare personaggi come Elvis Presley, Sean Connery e Eminem. A quel punto è intervenuto Pippo Baudo che avrà Bublè come ospite nella prossima puntata di «Domenica In». Il presentatore si è lanciato in un rap mozzafiato che ha lasciato increduli tutti gli ascoltatori. La sera prima di andare in onda da Fiorello, Bublé ha suonato i nuovi brani al The Place di Roma. Il nuovo lavoro del crooner canadese è un viaggio attraverso i migliori standard di genere. In «Call me irresponsible» ci sono rivisitazioni di canzoni scritte da Leonard Cohen, Eric Clapton, Cy Coleman, Gamble & Huff, Johnny Mercer e Henry Mancini. Nell’album non mancano due brani originali, scritti da Bublè e intitolati «Everything» e «Lost». Si tratta rispettivamente di un brano solare e di una romantica ballata potenzialmente in grado di scalare le classifiche. «In questo terzo album - ha detto Bublé alla presentazione del nuovo lavoro - sono riuscito a partecipare di più alla scelta delle canzoni. Le ho registrate in studio solo tre volte e poi abbiamo scelto la versione migliore. Insomma ho cercato di arginare lo strapotere di David Foster, il mio ingombrante produttore». Il fiore all’occhiello dell’album è costituito dalle tante collaborazioni e duetti. Con Bublé ci sono anche i Boys II Men. «I miei collaboratori li scelgo sulla base dei gusti e delle affinità - prosegue Bublé - In passato mi è stato proposto di cantare con Christina Aguilera o le Destiny’s Child ma perché dovrei farlo? Solo perché sono sulla cresta dell’onda? Preferisco incontrare artisti che mi sembrino adatti ai miei progetti». Il limite e il pregio di Michael Bublé è quello di preferire cover di grandi classici ai brani originali. «Non farò mai un album solo con inediti - spiega il cantante - Amo troppo cantare gli standard. Allo stesso tempo, però, voglio qualcosa che dimostri la mia crescita. Insomma ho deciso di fare scelte coraggiose ma senza voltare le spalle a quanti mi amano per quello che ho sempre fatto». c.antini@iltempo.it
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