Chiamatelo "el matador", trionfo di Fiorello alla Fiera

Irresistibile Fiorello. Ieri notte lo showman siciliano (nella foto di Daniela Zedda) ha conquistato il pubblico della Fiera di Cagliari ballando, cantando, imitando, giocando.

Voleva fare il ballerino. E l'ha fatto anche a Cagliari, ultima tappa del tour estivo. Nonostante un ginocchio fasciato: «Distorsione», ha spiegato. «Colpa di Tardelli e di una partitella in spiaggia con suo figlio», tanto per punzecchiare uno dei visi noti in platea (gli altri: Maurizio Ganz e Stella Pende, «Anche voi qui a lavorare in raffineria?»). Articolazione malconcia, dunque: «Ma potevo non venire? No: con quello che costavano i biglietti mi avreste linciato. Comunque l'incasso andrà in beneficenza per chi non potrà passare un'estate divertente come noi: il Billionaire».

IRRESISTIBILE. Voleva fare il ballerino ma già che c'era, spalleggiato da una regia attenta (maxi schermi, scenografie proiettate su grandi pannelli) e una superorchestra, ha fatto il mattatore. Ha ballato, sì: come Raffaella Carrà (con la parrucca bionda: «Sembro un incrocio fra Paris Hilton appena uscita di prigione e Gavino Sanna ossigenato») e il re del flamenco Joachim Cortéz («Tutto il giorno a battere i tacchi: a Barcellona vendono l'appartamento sotto il suo a un euro il metro quadro»). Ma ha anche cantato: da solo e in duetto virtuale con Michael Bublé («Michael, ma dove stai? In Canada? Anch'io: a Calgary»). Ha improvvisato: «In Sardegna ho tanti amici. Come la signora Podda, quella dei formaggi. Mi ha anche regalato l'i-Podda, con le mozzarelline al posto degli auricolari». Ha puntato in alto: «Come Benigni, voglio portare la cultura nelle piazze. Lui legge Dante? Io vi leggerò Tex».
 
TENERO E SOLARE. Ha scherzato sulla nascita della sua seconda figlia, Angelica, in prima fila in braccio alla mamma: «Che emozione. Ha mezzo anno ed è la prima volta che vede un mio spettacolo. Toh, ora si è attaccata alla tetta. Proprio come faccio io». Poi, dopo aver annunciato le nozze della sua spalla storica nella trasmissione radiofonica che lo ha consacrato («L'otto settembre Baldini si sposa. Davvero. Con Varenne») ha gelato tutti: «Questo era l'ultimo anno di Viva Radio 2. L'ho già detto, lo ripeto: non ricomincerà. Né a settembre, né a ottobre, né a novembre».
 
LA SUA SICILIA. Vita difficile, quella di Rosario Fiorello: «I miei genitori erano emigrati. Papà da Aosta, mamma da Bressanone. Tutti andavano al nord, loro al sud. Sono finiti in Sicilia». Lì, in terra maschilista e machista , ha dovuto subirne, di angherie, per quel cognome così poco virile. Figurarsi poi dire ai genitori che avrebbe fatto il ballerino: «Ma non potevi fare gli scippi come tutti gli altri?», si dispiacque papà. E mamma: «Rosario, non stare tutto il giorno chiuso in bagno a ballare, che diventi cieco».

RICORDI DI GIOVENTU'. Anche lo studente modello, voleva fare. «Ma il mio liceo era intitolato ad Andrea Saluta. La mattina leggevo "Andrea Saluta", rispondevo "Fiorello contraccambia" e andavo a spasso». Cantante, allora. Ma lirico. Fare l'Otello. Infilandoci dentro arie improbabili («Desdemona non c'è / è andata via...»). Oppure no: chansonnier esistenzialista francese, con tre minuti di gag che fanno a pezzi un'intera tradizione, da Brel a Carla Bruni. Insomma, un Fiorello mattatore. Che chiude chiedendo agli spettatori di alzarsi, telefonini in mano, e intonare in coro Il mio canto libero.