È il grande assente della nuova stagione televisiva e radiofonica. Eppure lui, numero uno dello spettacolo, non ha alcuna fretta di tornare. Per il momento si prepara alla chiusura di «Volevo fare il ballerino», dopo tre anni di tournée e un milione di spettatori in giro per l’Italia. Ma in tv tornerà solo nel 2008, nonostante gli appelli di tanti suoi fan celebri che abbiamo interpellato: da Antonio Ricci a Pippo Baudo,da Bruno Vespa fino a... sua sorella
di Cinzia Marongiu
con Patrizia Guariento
e Andrea Missaglia
Lo rivedremo in televisione solo nel 2008. Nonostante gli appelli di tanti suoi fan celebri che abbiamo interpellato: da Antonio Ricci a Pippo Baudo,da Bruno Vespa fino a... sua sorella Vistoso e incolmabile. Inutile negarlo, il vuoto c’è. Sulle frequenze radiofoniche così come tra i tasti del telecomando. E, tra qualche giorno, pure nei teatri d’Italia. Palinsesti e locandine annunciano ritorni e novità ma sono tutti orfani dello stesso nome, Fiorello. Che poi è l’unico veramente atteso. Calamita mediatica in grado di mettere d’accordo casalinghe e politici, operai e intellettuali. Jolly dello spettacolo capace di ipnotizzare chiunque. Ma anche di sparire in una nuvola di fumo, forte di un cordone «sanitario» fatto di amici e parenti, che poi sono anche i suoi più stretti collaboratori. Dov’è Fiorello? E soprattutto quando tornerà?
Lui temporeggia e se la ride sotto i baffi, gli stessi sfoggiati qualche giorno fa al matrimonio dell’amico e sodale Marco Baldini. E intanto il 5 ottobre prossimo confeziona all’Arena di Verona una chiusura con il botto per «Volevo fare il ballerino», tre anni di tournée e un milione di spettatori in giro per l’Italia.
Il resto è un ping pong di detto e non detto, di condizionali e consigli nel riuscire a gestire un successo enorme, e per questo ingombrante e insidioso. Con molti progetti. A partire dal ritorno in radio il prossimo gennaio e da una o due serate-evento in diretta tv con il suo «Volevo fare il ballerino». E soprattutto con una certezza: «Il 2008 sarà l’anno del suo ritorno in tv. Speriamo di farcela per la primavera». La voce flautata di Bibi Ballandi, produttore di tutti i suoi show su Raiuno oltre che amico, annuncia quello che tutti aspettano dal 22 maggio 2004, data dell’ultima puntata di «Stasera pago io - Revolution»: «Rosario è un mio figlio. Il figlio che avrei voluto avere. Mi sento il suo produttore-babbo perché insieme parliamo di tutto. Lui non è quel genere di divo che sparisce e non si fa sentire per mesi. Chiama la madre 2-3 volte al giorno, le sorelle, il fratello. Ma come tutti i grandi deve prendersi delle pause con il pubblico, deve sapersi dosare. In tv produco anche i programmi di Adriano Celentano. E Fiorello come Celentano deve brillare per l’assenza».
Così nell’attesa che Godot si decida, «Sorrisi» ha pensato di dare la parola a 30 tra colleghi e giornalisti, per una volta in veste di consiglieri, tifosi e critici speciali.
DAI, TORNA IN TV
Pippo Baudo, conduttore: «Per il suo bene, ma soprattutto per il mio, dovrebbe fare una serata del prossimo Festival di Sanremo. Battute a parte, credo che Fiore non debba farsi desiderare troppo. In lui c’è un grande senso di responsabilità, una ricerca di motivazioni ed emozioni autentiche. Ma la gente, me compreso, ha un bisogno fisiologico di lui. Con Fiore farei e faccio di tutto. Canto, ballo, mi diverto. Mi fa passare la malinconia e mi fa sentire giovane. Insieme, viste anche le nostre origini, siamo due vulcani ».
Catena Fiorello, conduttrice tv: «Glielo dico da telespettatrice oltre che da sorella: “Torna in tv!”. Gliel’ho detto tante volte ma lui schiva sempre le domande. In questi anni ha dimostrato di avere un grande coraggio a scegliere di non fare tv. Sa che questo mestiere, apparentemente fortunato, nasconde molte insidie. A casa ci ripete: “Devo tutto al pubblico e proprio per questo al mio pubblico devo offrire sempre il meglio”. Ecco, lui ha paura di non essere all’altezza delle aspettative. Di una cosa, però, sono sicura. Quando tornerà lo deciderà da solo. Ascolta tutti, ti fa parlare, ti regala pure l’illusione di averlo quasi convinto, salvo poi decidere di testa sua. Rosario è del Toro, tutto razionalità. Una testa dura, anzi un testardo al cubo».
Milly Carlucci, conduttrice: «La sua forza è essere il format di se stesso. Alla bravura unisce l’intelligenza di sapersi sottrarre al mostro che a volte è la tv. Però adesso è il momento di tornare sul piccolo schermo. Ci manca».
Fabio Fazio, conduttore: «Ha un talento gigante e sorprende l’evoluzione che è riuscito a mettere in atto, dalla tv quotidiana alla tv-evento. Non vedo l’ora che torni in tv con un programma tutto suo. Sono sicuro che ci sorprenderà ancora».
Paolo Limiti, conduttore: «È capace di farti regredire all’infanzia, a uno stato dove tu puoi e sai ridere liberamente. Per lui va bene il sabato sera, il grande varietà moderno, ma anche la radio. No allo spreco di energie: ma lui lo sa già».
Camila Raznovich, conduttrice: «L’ideale per lui è l’one-man show, un misto di testo scritto e improvvisazione. Gli farei fare un “Fiorello Show” una volta alla settimana».
NO, RESTA IN RADIO
Salvo Ficarra, comico: «È come la Coca-Cola, la formula è segreta e gelosamente custodita. Dovrebbe continuare a fare radio. Così, visto che noi radio non ne facciamo, non ci pestiamo i piedi».
Gianfranco Funari, conduttore: «Deve seguitare con la radio, dove ha fatto una rivoluzione e con cui può “ricattare” la tv mettendo sul tappeto tutte le sue richieste».
Gianni Boncompagni, regista: «In radio è a suo agio e più moderno. Fa bene a cercare di limitare la sua presenza in tv. È un esagerato e se si sovraespone non piace più. Non è facile tenere sempre quel tono e quella qualità. Soprattutto per uno così bravo».
Daria Bignardi, conduttrice: «Gli invidio la faccia, la voce e la moglie Susanna. Egoisticamente mi piacerebbe continuasse a fare radio. In tv è bravissimo, a teatro è grande, ma in radio è davvero strepitoso».
ASPIRANTI COLLEGHI
Alessia Marcuzzi, conduttrice: «Gli farei fare un varietà classico, un “Fantastico” con Raffaella Carrà. E, se proprio Raffaella non volesse, mi sacrificherei e mi offrirei volontaria io».
Bruno Vespa, giornalista: «Il mio sogno è rubare il posto a Marco Baldini e fare la sua spalla. Quando vado a trovarlo in radio e imito lui che imita me, passo una delle poche giornate divertenti dell’anno. Il nodo sul suo rientro in tv ha a che fare con Celentano. Credo che Fiorello abbia chiesto ciò che ha ottenuto Celentano e cioè la possibilità di fare uno show senza interruzioni pubblicitarie. Una volta commesso l’errore di concederlo all’uno, non credo si possa fare a meno di concederlo anche a lui, che non mi sembra valga di meno. Il problema è tutto qui».
FACCIA CIÒ CHE VUOLE
Maurizio Costanzo, giornalista: «Gli consiglio di fare quello che si sente. Anni fa, quando facevamo insieme “Buona Domenica” dissi che era bravo come Walter Chiari. Lo confermo e aggiungo: forse anche di più. Solo da pochissimo, dopo tanti anni, Fiorello è riuscito a darmi del tu. E questa è una cosa molto tenera».
Enrico Mentana, giornalista: «Non è un bambino e trovo che sappia gestirsi benissimo. Tra tanta gente che vivacchia in tv con molte presenze e poco repertorio, lui fa il contrario. Non ha l’angoscia di apparire e sa gestire molto bene la sua assenza».
Aldo Grasso, critico tv: «È un radar del cuore. C’è chi ce l’ha e chi no. In lui è molto sviluppato. Cosa gli farei fare? Ciò che vuole. Non gli imporrei nulla».
Flavio Insinna, attore: «Non ho consigli da dargli. È un artista intelligente. Uno che ha fatto dal “Karaoke” al sabato sera di Raiuno ha bisogno di una bella sfida per tornare».
Luca Bizzarri, conduttore: «I suoi pochi detrattori dicono che è un animale da villaggio vacanze. È vero, ma moltiplicato per mille. Lui sublima l’arte dell’intrattenimento. Se dovessi decidere io, gli farei fare ciò che lo diverte. Cioè quello che sta già facendo, gestendosi con misura e senza strafare».
Amadeus, conduttore: «È un caricaturista della vita. Sa cogliere aspetti della realtà che scorge solo lui e che restituisce al pubblico. Per vederlo al meglio bisogna lasciarlo libero. Quando l’ho incontrato la prima volta alla Rai di Milano girava scalzo. In radio lo stesso. Lui rende al massimo se è felice e libero».
Giampiero Solari, regista e autore anche di Fiorello: «Rosario ha fatto suo un metodo di lavoro teatrale. E, grazie a una grande squadra di autori come Francesco Bozzi, Riccardo Cassini, Alberto Di Risio e Federico Taddia, è riuscito a incanalare un talento fuori dal comune. Quando tornerà? La domanda che lui si fa è un’altra, ovvero qual è l’idea dello spettacolo? Ma io, a questa domanda, gli rispondo così: “L’idea sei tu. Se ci sei tu, lo spettacolo comincia”. Si tratta di cose molto intime e personali, perché qualsiasi idea di fronte a un grande personaggio è una piccola idea. Perciò gli chiedo: “E tu ci sei?”».
Piero Chiambretti, conduttore: «La tv avrebbe bisogno di persone come lui, considerato che quella che facciamo non sempre è all’altezza del pubblico. Lui fa parte del Settimo Cavalleggeri. Detto questo, deve fare ciò che sente meglio per lui. Avrà i suoi buoni motivi per farsi vedere poco. E io condivido la sua scelta»
PROPOSTE ALTERNATIVE
Luciana Littizzetto, attrice comica: «Il mio primo incontro con Fiore è indimenticabile. Era sulla copertina di un mio quaderno di scuola. Aveva la coda di cavallo e me lo sono portato a spasso nello zaino per un bel po’. Ma chi glielo fa fare di tornare in quel delirio che è la tv? In radio è molto più libero e non ha problemi con gli ascolti. Anzi mi sa che gli offro il mio posto da Fazio, così io faccio un po’ di radio».
Simona Ventura, conduttrice: «Lo vorrei come vicino di casa. Anzi come dirimpettaio, per organizzare con lui, Susanna e i nostri bimbi ottime cene e tanto karaoke».
Valentino Picone, comico: «Il suo segreto è che per anni, scendendo a compromessi con se stesso, è stato l’amante di Pippo Baudo, che lo ha fatto diventare quello che è. Per il futuro, potrebbe aprire un panificio. Con la sua popolarità è di certo avvantaggiato!».
Antonio Ricci, autore: «Vorrei Fiorello a “Striscia” perché sa fare tutto. Anzi, vi svelerò un segreto. Due anni fa ho messo il pubblico negli studi di “Striscia” proprio come “esca” per lui. Fiorello è un animale da pubblico: si esalta quando ha gente con cui può confrontarsi».
Paolo Bonolis, conduttore: «È un bravissimo artista. Sono andato a trovarlo nel suo primo programma a Mediaset, in teatro e anche alla radio. Il problema è che sono biglietti di sola andata. Mi piacerebbe che per una volta venisse lui a trovare me».
Vincenzo Mollica, giornalista: «È una specie di Walt Disney della comicità. Con lui nessuno si offende. Gli auguro che arrivino un bravo regista e un bel copione per il cinema. Anche lì può far vedere la sua bravura».
Claudio Cecchetto, produttore: «Suggerimenti non gliene do più. Secondo me però era l’unico che poteva anche andare oltre, a livello internazionale. Un Billy Cristal italiano».
Antonella Clerici, conduttrice: «Essendo un talentuoso, deve essere generoso nel dare il suo talento. Non può scomparire. Vedrà lui se fare tv, teatro o radio. L’importante è che non si sottragga al pubblico. E per cominciare potrebbe venire ospite al “Treno dei desideri”. Sarebbe un onore».
Antonio Dipollina, critico tv: «Risparmiarsi è una scelta azzeccata. Il problema è della tv che dovrebbe saperlo aspettare, magari per una seconda serata il sabato sera su Raiuno».
Carlo Conti, conduttore: «È il Pelé dello spettacolo italiano. Fa bene a dosarsi e soprattutto a non tagliare il cordone ombelicale col suo pubblico che è la radio. Tv, radio, teatro? È uguale perché Fiorello riesce sempre a rimanere se stesso. Non si adatta al mezzo ma è il mezzo che si adatta a lui».