Fiorello, microshow si fa per dire
"Varietà di due minuti, anzi dieci"

"Viva Radio2 minuti", da stasera il mattatore torna su RaiUno con Baldini un format sperimentale che condensa musica, sketch, balletti, ospiti e satira

di Alessandra Vitali

"DUE minuti è questa la novità / centoventi secondi di varietà...". Fiorello e Marco Baldini cantano la sigla di quello che per molti è l'appuntamento tv più atteso di questa parte di stagione, Viva Radio2 minuti, da stasera su RaiUno dopo il Tg. Ma il microshow del quale si parla da mesi, "punto di svolta del linguaggio televisivo" secondo il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, non durerà due minuti. E porterà sconquasso nel palinsesto, nonostante gli sforzi di Rai e Mediaset di contenere la durata dei programmi che introducono alla prima serata. Con Fiorello, ogni tentativo di "contenere" si traduce in uno spreco di energie. Sarà "varietà vero, come si faceva un tempo - spiega Marco Baldini all'agenzia Area - i due minuti sono quelli del tempo effettivo, poi ci sarà il contorno. Quando io e Fiore parliamo, non è varietà. Conteremo i due minuti effettivi di varietà - continua il co-conduttore - poi ci saranno delle cornici. Quando uno esce e dice 'buonasera e benevenuti', quello mica è varietà". Gli ospiti? Ci saranno, ma non si sa se veri o "evocati": "Top secret", taglia corto Baldini.

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A via Asiago - storica sede di Radio Rai dalla quale va in onda il programma cult Viva Radio2 - è stato un weekend di fermento. Prove in corso nello studio B, via-vai di ragazze pon-pon, camerini spuntati nei corridoi. Due minuti o dieci o chissà, la sfida è condensare tutti gli elementi del varietà classico: musica e canzoni, orchestra dal vivo, balletti, monologhi, sketch, satira di costume e attualità. Tutto ciò che ha fatto il successo di Viva Radio2 (e del suo capolino televisivo). Anche il gruppo creativo è quello: gli autori Francesco Bozzi, Riccardo Cassini, Alberto Di Risio e Federico Taddia. Sul palco, con Fiore e Baldini, il maestro Enrico Cremonesi e la sua orchestra, e Tommasino Accardo, il siciliano reso famoso dalla prima edizione di Stasera pago io. Coreografie di Luca Tomassini, scenografia di Marco Calzavara, regia di Domenico Ciolfi.

All'appuntamento con lo show, il pubblico arriva dopo gli spot con Fiorello in bianco e nero, clone di Nicoletta Orsomando. E dopo la polemica, agitata dallo stesso showman, amareggiato per il mancato sostegno da parte della Rai, che dopo lunghi corteggiamenti per convincerlo a tornare avrebbe organizzato, a suo giudizio, una campagna promozionale non proprio massiccia. Soprattutto al confronto col trattamento solitamente riservato a Roberto Benigni o Adriano .

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Un momento di incomprensione dunque, ma di fronte al rischio che Fiorello potesse non andare in onda, la Rai ha intensificato la promozione, rimandando in onda, a 24 ore dal debutto, lo speciale Tg1 Fiorello delle meraviglie, curato da Vincenzo Mollica, in una versione riveduta e ampliata. E poi accenni in altre trasmissioni, Pippo Baudo che ne parla a Domenica In, lanci nel corso dei Tg.

E già corre voce che Viva Radio2 minuti possa fare da battistrada a un più consistente rientro dello showman su RaiUno, il prossimo autunno. A quattro anni, cioè, dal suo ultimo successo su RaiUno, Stasera pago io Revolution, dieci puntate nel 2004 e ascolti-boom: la prima puntata aveva inchiodato nella prima parte 9 milioni 365 mila spettatori con il 35,63% di share, nella seconda 7 milioni 800 mila con il 46,47%, mentre l'ultima puntata aveva totalizzato, nella prima parte, il 35,78% di share con oltre 8 milioni di spettatori.


fonte: www.repubblica.it