Satira, varietà, battute: Fiorello porta la radio in tv

Francesco Persili

Una botta di Fiorello, e via. Il mattatore siciliano è tornato su Raiuno con “VivaRadio2…Minuti”. Sì, quello che doveva essere il microshow più mordi e fuggi della storia della tv. Dieci puntate, senza pubblicità, subito dopo il Tg delle venti. ”Due minuti è questa la novità / centoventi secondi di varietà...". Anche ascoltando la sigla si pensava ad uno spettacolo mignon. Ci si aspettava una versione ironica del Fatto concentrata in 120 secondi di tele-radio.

E’ stata piuttosto una quasi mezz’ora di varietà in grande stile con accenti vintage (la citazione del Merendero e di Carosello) e tracce di Studio Uno. Balletti anni Sessanta, genio d’artista e orchestra dal vivo. Una turbo-contaminazione di gag, imitazioni, canzoni, balletti, e tanta satira.
Fiorello pizzica il Papa Benedetto XVI ("Siamo solidali con il Santo Padre, che non è andato alla Sapienza ed è stato costretto ad andare a parlare al Cepu..."), la politica italiana che fa ridere all'estero (”Dopo i governatori della Sicilia, del Molise, della Campania ne rimangono 17, forza, vediamo cosa succede..."), e la ”nuova regina di Francia” Carla Bruni. Gioca di sponda con ”il Pomata di via Asiago” Marco Baldini, la storica squadra di autori (Bozzi-Cassini-Di Risio-Taddia), e il maestro Enrico Cremonesi. Un cronometro scandisce il tempo dello show, prodotto da Bibi Ballandi per la regia di Domenico Ciolfi.
L’entertainer di Agusta canta ('Quando dico che ti amo credi a me''), balla e annuncia il ritorno alla radio (dal 4 febbraio). Scherza insieme a Tommasino, il siciliano di Stasera pago io, trasformato per l'occasione in 'uomo del nord' e apre il varietà alla cultura con Alessandro Gassman: "Leggerà Benigni che legge Dante, che aveva già letto suo padre Vittorio e che avevamo già tutti letto a scuola". Tra una piroetta e molte pirotecnie creative, il mattatore siculo si conferma campione della situazione comica. ”Fiorello sarà la nostra vera novità editoriale” aveva detto Fabrizio Del Noce a proposito del nuovo spettacolo dello showman siciliano. ”Si tratta di un programma che considero un punto di svolta per il linguaggio televisivo -ha aggiunto il direttore di Raiuno - non credo che la televisione generalista sia in crisi ma è necessario proporre nuovi modelli di linguaggio in grado di dare una ventata di rinnovamento e di crescita. Un primo esempio lo abbiamo dato a dicembre con il programma di Celentano. Mi auguro che al di là dei risultati d’ascolto il programma di Fiorello dia una nuova luce alla prima rete della Rai".
Fiore scherza, gioca e fa finta di parlare con il Papa al telefono: "Da noi può venire quando vuole, meglio ignoranti che intolleranti. Ma certo, son d'accordo con lei, sì certo che il sole gira intorno alla terra. Ma certo, sa come si dice, lei bussi e le sarà aperto". Anche Ruini stavolta avrà apprezzato il tentativo dell’ex re del Karaoke di stemperare in allegria le polemiche e andare avanti.
Il mini-varietà, che non fa da traino al telegiornale ma ne utilizza la spinta per decostruire il prime-time, è stato presentato come idea rivoluzionaria. In realtà, è un coraggioso esperimento di comunicazione cross-over, l’ennesima ricerca della terza via tra informazione e intrattenimento. Un tg satirico costruito all’americana con il fuoriclasse Fiorello libero di imperversare. L’aveva preannunciato il direttore del Tg1 Gianni Riotta: ”Il suo minishow e il mio telegiornale si incastreranno perfettamente come Lego”. Ma se cambi canale, il risultato non cambia. Anche il nuovo grande capo del Tg5 Clemente Mimun è un fiorellista praticante: ”Mi aspetto grandi ascolti perché Fiore è il numero uno”. Il mattatore siciliano piace, è simpatico. Sa far ridere, è popolare e ricercato. Curioso, leggero, imprevedibile. E’ partito dai villaggi vacanze e ha fatto cantare le piazze di tutta Italia. Si è ubriacato con il successo e ha pagato. Ha sbagliato e sofferto. Si stava perdendo e ha avuto il coraggio di cambiare. Quando la televisione gli ha spalancato le porte dei flop, lui ha abbracciato la radio ed è riuscito a trasformare un’oretta di cazzeggio in un fenomeno di costume. Carlo Azeglio Ciampi e Silvio Berlusconi hanno duettato con lui in diretta. Del Noce gli vorrebbe affidare lo show del sabato sera da qui all’eternità. Lui nicchia, sceglie di stare lontano dal video e intanto gira l’Italia con uno spettacolo teatrale. Dopo qualche mese sabbatico, e una polemica sulla scarsa attività di promozione che avrebbe fatto la Rai , adesso Fiore è tornato. In attesa di coinvolgere Mike Bongiorno (che per lui si è messo in mutande e vestito da barbone), Nanni Moretti e altri amici famosi, Rosario Fiorello ha prima ironizzato sull’esotica liaison tra Naomi Campbell e il caudillo Chavez ("Sapete che anche Claudia Schiffer ha fatto il filo a Napolitano nostro?") e poi ha indossato i panni della nuova first lady francese alle prese con Sarkozy. La spalla Baldini chiede:  'Com’è Sarkò?'. "Il a grand cul - risponde Fiorello-Carla in un francese maccheronico - perché, secon tuà, con quel gran capoccion, stare con una come me, non ha un gran cul?". Ma nell'intimità, come la chiama? "Grancosì". Risate, applausi, gran finale. Con Felicità-tà-tà (l’accento sulla a) di Raffaella Carrà che Fiorello saluta (gesto distensivo dopo che Raffa l’ha accusato di essere ingrato).

E’ un rischio calcolato o una provocazione senza rete lo spettacolo-light di Fiorello? E’ un varietà in odore di ascolti record che nasce per essere un grande affare pubblicitario per la tv di Stato. In più per l’ex re del karaoke il mini-varietà di oggi risulta la prova generale del mega-show di domani, la mosca cocchiera dello spettacolone del sabato sera previsto per l'autunno prossimo sulla rete ammiraglia della Rai. Maurizio Costanzo dice a ragione che Fiorello è l’erede di Walter Chiari. Gianni Riotta lo immagina con il genio di John Stewart e la magia di Ibrahimovic. Il mattatore siciliano non sarà diventato ballerino ma canta-intrattiene-improvvisa come nessun altro. E quel che più conta, sa far ridere. Di questi tempi, non è poco. Così dopo il telegiornale delle 20, anche solo due minuti di Fiore posson bastare. Certo, se sono 23, è meglio.


fonte: www.iniziativa.info