Fiorello? Santo subito

«Re Mida degli ascolti e delle platee», lo ha definito Giovanni Minoli ieri sera su Raidue, nella puntata di «La storia siamo noi» tutta per Fiorello. Una celebrazione, un'opera omnia ancorché condensata, sulla vita e i miracoli di questo straordinario artista dello spettacolo italiano, uno che, parola di Dustin Hoffman, potrebbe fare sfracelli anche in America, e Aldo Grasso aggiunge: «Ha le capacità di un personaggio di Broadway». «Mi fanno una cosa così - dice il festeggiato - e non sono neanche morto... Però, come tutti i falsi modesti, sono contento». E può ben esserlo, non tanto e non soltanto per questa consacrazione minoliana, ma anche per la cosa in sé, i talenti consolidati e fatti fruttare, la crisi («ai tempi del Karaoke ero diventato un cartone animato») superata, la famiglia la mamma la moglie la figlia. Molti sono intervenuti a raccontare Rosario (Saro per gli amici di infanzia), vecchie professoresse e Pippo Baudo, il capovillaggio e Baldini, l'incontro con Cecchetto e quello con Ballandi. Baudo ricorda di quando gli fece il provino per «Fantastico» e non lo prese: «Gli dissi che si doveva ridimensionare e lo scartai: fu una toppata gigantesca». Mentre lo aveva preso il titolare di un'impresa di pompe funebri. Bella puntata, naturalmente, favorita dagli spezzoni, che spaziavano da «Stasera pago io» alla prima apparizione di San Fiorello in tv, 7 agosto '87, un'intervista di Tiziana Ferrario che faceva un'inchiesta sui villaggi turistici. Bella puntata, però ad alto rischio agiografia. Fiorello santo subito? Non gli conviene proprio.


fonte: www.lastampa.it