Film su Baldini, la spalla è Fiorello

Valerio Cappelli

Pellicola sul gioco d'azzardo tratta dal libro autobiografico del dj. Il protagonista Elio Germano: non l'ho imitato

ROMA — Quando Fiorello si è rivisto nel trailer, ha esclamato: «C... Ma come avete fatto?». Eppure il regista Francesco Patierno dice subito che il suo film, «Il mattino ha l'oro in bocca», dal 29 febbraio in 200 copie, non è un'imitazione di Fiorello e della sua «spalla» a Viva Radio2, Marco Baldini. Qui non spalla ma protagonista, il volto gliel'ha prestato Elio Germano.

Il film è ispirato al romanzo di Baldini («Il giocatore»), in cui racconta la sua malattia. Il gioco d'azzardo. Cavalli e poker. È la storia di Marco contro Baldini. Anni '90: mentre aveva successo a Radio DeeJay, si imbottiva di debiti. Come strozzino, Umberto Orsini. Baldini doveva avere una particina con Fiorello, e avevano detto: «Non recitiamo noi stessi ma due che comunque lavorano alla radio». Invece non ci sono, proprio per volteggiare in libertà, anche se nel film si chiamano coi loro nomi. Il tormentone è: i protagonisti del film andranno a parlarne alla radio dai veri Fiorello e Baldini? Una data non c'è.

«In una storia indipendente dal personaggio che conosciamo — dice il trasformista Elio — aveva poco senso imitarne gestualità e movenze. Ho parlato con gente che lo conosce, ognuno mi diceva cose diverse. Volevo restituire la sua anima». In Baldini c'è una schizofrenia, distanza dalle cose e apertura, «fragilità e cinismo». Una personalità scissa, perdeva col sorriso, quando puntava diceva «un milioncino», un'ombra senza corpo. A Radio Deejay, Cecchetto (Dario Vergassola) gli affianca Fiorello, interpretato da Corrado Fortuna, l'unico che ha una qualche somiglianza fisica: «Ma imitare il re degli imitatori sarebbe una sconfitta in partenza. Al telefono, mi parlava di quando cazzeggiava registrando finte radiocronache di Sandro Ciotti sul calcio, descriveva gol assurdi che faceva sentire ai benzinai».

Baldini va a vivere a Milano con Fiorello, definito «uno che viene dai villaggi turistici, un animale». «Era selvaggio — dice Fortuna — l'episodio di lui che si addormenta sopra una coscia di pollo è vero». Curiosità: il giocatore della sala corse (Donato Placido) e il manager (nome d'arte Gerardo Amato) sono fratelli di Michele Placido. Il film, tra balordi e poveri cristi del mondo delle scommesse, sembra la favola di Collodi, gli allibratori clandestini come il gatto e la volpe che spiumano Baldini il pollo che non sa mai quando bisogna lasciare il tavolo; Baldini-Pinocchio ha il naso lungo per coprire i buchi e a momenti lo fanno fuori; Laura Chiatti in versione bruna è la fatina che lo riporta sulla retta via (nel suo cameo Martina Stella è la prima fidanzatina di Firenze, piagnucolosa e rompiscatole).

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Sullo sfondo l'avvento delle radio private e la sortita di Beppe Grillo in tv contro i socialisti di Craxi, che Baudo definì «una smarronata». Germano-Baldini alla radio commenta che al Psi sono ladri, il padre ascoltandolo: «Hanno messo le neo-maiale nei posti chiave, come dare delle puttane alle donne dei casini». I socialisti insorsero, Baldini ebbe successo e da lì fu ingaggiato a Radio DeeJay. Rispetto al crudo romanzo, il regista azzarda la commedia agrodolce rinunciando al gioco come malattia o nevrosi: «Non volevo macchiette, ho cercato verosimiglianza ». Dice Baldini-Germano: «Non si guarisce mai dal gioco: si smette soltanto».


fonte: www.corriere.it