Il "re del Karaoke" ruba a Baudo lo scettro del presentatore
Ma Pippo sembra contento.
Persino qualche battuta politica

Nella serata di Fiorello vincono i Matia Bazar

Maria Pia Fusco

SANREMO - Primi i Matia Bazar, seconda Alexia, terzo Enrico Ruggeri. Non scontentano nessuno i primi esiti (parziali) nella gara dei Campioni della 52ma edizione del festival, una serata d'esordio dominata dalla presenza di Fiorello al quale Baudo - con abile mossa - concede non solo l'apertura della serata e la libera occupazione del palco, ma - dopo le ansie affrettate e le polemiche strumentali sulle eventuali provocazioni politiche di Benigni - anche di giocare sul conflitto di interessi e sul ritorno facile dei capitali dall'estero e addirittura un'uscita con la voce di Berlusconi nella gag dell'interprete di Kylie Minogue. La platea dell'Ariston ride, e ride Agostino Saccà, con immenso sollievo di Pippo Baudo. Il quale, con Alanis Morissette che canta "Hands cleaned" si concede un commento: "Si traduce "Mani pulite", in Italia ne sappiamo qualcosa"). Ed è talmenre gongolante che si sottopone volentieri alla presa in giro di Fiorello sulla pubblicità all'Euro ("Voleva chiamarlo Baudo, un chilo di pane due Baudo e 27 Ricciarelli ") e stoicamente accetta l'aggressione ai preziosi attributi maschili e commenti audaci ("Hai capito l'anziano! Un passaggio a livello") ma tanto i bambini dormono e il Moige, forse tacerà. Ed era sufficientemente tardi quando Maurizio Crozza ripropone un Pavarotti glorioso, che canta "Se quel guerriero fossi, se la Arcuri me la dasse, desse....La scaricherei dalle tasse...".

A Sanremo 2002 Pippo Baudo ricomincia dal 1996 e dintorni. A partire dalla sigla, la stessa di sei anni fa e l'introduzione dei cantanti con l'evocazione dei migliori successi. Una riaffermazione dello stile Baudo, la capacità di stabilire un clima di rassicurazione e di nessuno scontento. Un esempio per tutti il solito gioco della bionda e della bruna. Con nazionalistico orgoglio annuncia: "Quest'anno sono tutte edue italiane!". E soprattutto la ricerca di un equilibrio tra i momenti di commozione e le emozioni, l'omaggio a Nunzio Filogamo, qualche lieto evento dei protagonisti, com'eravamo con Gino Paoli e povera Sarajevo ("Ma c'è sempre qualcuno che si ama") con Enrico Ruggeri, mandiamo il gruppo elettrogeno a Stromboli, con la generosità di piccole trasgressioni controllate. Nelle canzoni come nel corso della trasmissione.

Tra i brani il dominio delle canzoni romantiche,meglio a lieto fine, si esalta con ben due romanze alla Tosti, Flippa Giordano e Alessandro Safina e si spezza con Alexia.

Lo stile Baudo ha anche il suo bello. Intanto nell'abilità di mettere a loro agio i cantanti, soprattutto i più intimiditi o i più fragili. L'abbraccio di affettuoso sostegno con cui ha stretto Loredana Berté sembrava uno slancio sincero. D'altro canto, una volta rassicurato il pubblico in sala e a casa, Baudo può permettersi di lasciare liberi i suoi ospiti comici e non solo Fiorello. Intanto si è creata una nuova vittima privilegiata di strali e scherzi, ed è il "sarà famoso" giornalista Giorgino, al quale Fiorello voleva trovare una cosa buona da dire, ma ci ha pensato dieci giorni e non ci è riuscito. E non era mai successo che in un festival ci si permettesse di prendere un giro un cantante subito dopo l'esecuzioine della canzone, come è successo ieri sera con Mino Reitano, vittima di Gene Gnocchi. Ma forse la battuta più divertente e audace su Giorgino, voluto da Saccà perché simbolo della Rai, viene da Simona Ventura: "Questo giornalista si farà. Anzi, secondo me, già si fa".