Fiorello, adesso ci devi stupire

E così nella sua prima puntata dello "Show" per Sky Uno non gli è riuscito, di stupirci, a Fiorello. Forse perché la scelta strategica promozionale ha fatto sì che ultimamente lui comparisse in tutti gli angoli, dovunque, con una sovraesposizione pazzesca. Strana, visto che lui non la ama e normalmente la evita. Questa volta, sarà stata l'entità della posta in gioco, sembrava che tutto il mondo televisivo ruotasse intorno a questo avvenimento: che non ha avuto spot durante, ma in compenso ne ha accumulati a strati prima e dopo. Magari questa sensazione di sazietà prima ancora dell'inizio ce l'hanno gli addetti ai lavori, non gli spettatori veri notoriamente disinteressati. Ma gli spettatori veri sono in compenso ben più indifferenti a tutto l'mbaradan dei media. E magari, se sono abbonati a Sky, mentre va in onda Fiorello guardano il film su Sky Cinema 1 con Donald Sutherland e Mila Sorvino. Comunque: la prima mezzora, e cioè la prima puntata dello «Show», Fiorello l'ha fatta. Adesso deve fare la seconda la terza la quarta e tutte le altre. Ma non dovrebbe essere un problema, vista la gran quantità di materiale raccolto durante lo spettacolo che va in scena a Roma, Teatro Tenda, tre volte la settimana e poi sunteggiato da Solari e dagli altri autori per Sky Uno. Al debutto, Rosario Tindaro, presentato un mucchio di volte, da Mike Bongiorno, da Fabio Caressa e Beppe Bergomi, da se stesso che imita Battiato, dal maestro Cremonesi, è apparso in forma. La televisione ha cancellato quei momenti d'ansia che avevano interrotto, peraltro poco prima della fine, la rappresentazione dell'altra sera in teatro. L'ansia, però, quella sì, Fiorello in video l'ammette. «Adesso che cosa dovrei fare per stupirvi?». E così nella prima puntata non gli è riuscito, di stupirci, forse perché la scelta strategica promozionale ha fatto sì che ultimamente lui comparisse in tutti gli angoli, dovunque, con una sovraesposizione pazzesca. Strana, visto che lui non la ama e normalmente la evita. Questa volta, sarà stata l'entità della posta in gioco, sembrava che tutto il mondo televisivo ruotasse intorno a questo avvenimento: che non ha avuto spot durante, ma in compenso ne ha accumulati a strati prima e dopo. La vera curiosità comincia adesso, per le prossime puntate: quella di ieri era come se la conoscessimo già tutta. Il presidente del consiglio che lo convoca a Palazzo Grazioli e il sindaco Allemano intervistato alla maniera del «David Letterman»; la parodia di Aznavour, «Ed io tra di voi capisco che ormai la fine di tutto è Sky», e quella di Prevert, «Le fogne morte». Le battute sul sindaco che in gioventù «faceva parte del movimento contro l'inquinamento da flatulenza: boia chi molla»; e quelle su Berlusconi: «Da lui trovi tutto più piccolo, i mobili, le sedie, i divani». Ora però aspettiamo il resto.


fonte: www.lastampa.it