
Fiorello al Palatenda: «Vorrei che questo luogo diventasse stabile»
Il one-man-show torna in scena con lo show su Skyuno
e racconta: «Degli ascolti non importa»
di Marco Molendini
ROMA (16 aprile) - Svolazza leggero Fiorello al suo ritorno dopo la quaresima: la sua tenda a piazzale Clodio è rimasta spenta per nove giorni, inevitabile tributo al dramma del terremoto. Svolazza leggero sulle ali dell'ironia, dopo aver invitato dalle quinte il pubblico a mandare un sms di solidarietà ai terremotati: spara un esilarante monologo sulla pipì e l'invidia del pene, sui guasti dei cinquantenni («io ne ho 49») che ricorrono al Viagra («pensate, Beethoven la terza la chiamò Eroica»), prende a pretesto la notizia freschissima dell'abbandono di Stefano D'Orazio il batterista dei Pooh («lui era Winnie, Winnie dei Pooh»), scherza con Raoul Bova («oggi l'omosessualità è sdoganata, te la sentiresti di fare un film gay, come Brokeback mountain, l'unico film dei cowboy dove se qualcuno arriva da dietro non è un vigliacco?»).
Svolazza leggero ma trova il modo di dare qualche “punzecchiata” con il suo aculeo in direzione di Mediaset, non dimenticando gli attacchi e le accuse di flop da parte di Fedele Confalonieri. Invita il tapiroforo di “Striscia”, Valerio Staffelli, a fargli da spalla nella parodia del Letterman e lo bersaglia: «Qui non siamo a Mediaset, ti trattiamo bene. Ha voglia a rosicare il capaccio tuo». E ancora, rivolto al pubblico: «Guarda, Staffelli, la gente del decoder: noi quelli di Mediaset li applaudiamo». E poi: «Fra Pier Silvio, Antonio Ricci, Gerry Scotti e Maria De Filippi a Mediasdet chi è l'uomo con le palle?». Punge ma sorride Fiorello. Nessuna traccia di ansia da prestazione (rivela). Prima di entrare in scena, già vestito e truccato, si sfoga giocando a calcetto nel campetto davanti al suo affollatissimo camerino (con moglie, figlia e amici che lo assistono): «Qui ci sto proprio bene, non vorrei più andarmene – racconta -. Anzi mi piacerebbe che questa tenda diventasse stabile. Un luogo fisso della città con il Fiorello show che, col tempo, si trasforma e diventa un'altra cosa».
Insomma, il buonumore prende il posto di ogni possibile preoccupazione per quel ritorno su Skyuno (stasera). E' come ricominciare dopo la gran cassa che ha accompagnato il debutto e la sosta ai box. Bisogna riannodare i fili del clamoroso avvio (un milione di spettatori per un canale abituato a farne come media ottomila). «Siamo già pieni di materiale registrato in teatro. Ci sono i Letterman con Rutelli e Mentana. Ho Antonella Clerici che fa una pernacchia alla Isoardi che le ha soffiato il posto a “La prova del cuoco”, ho perfino D'Orazio che ha suonato la batteria, già da solo e senza Pooh. Agli ascolti non ci penso proprio. Sono venuto per esserne libero». In questi giorni il canale ha vissuto come una sospensione.
Ma ora riprende il suo cammino lanciando, assieme al debutto bis di Rosario, “Vuoi ballare con me?” (stasera lo segue a ruota nel palinsesto alle 21,50), talent show dedicato alla danza con Lorella Cuccarini. Certo, la concorrenza è col fucile spianato. Ma Fiorello fa muro sul fronte ascolti come lo fa Sky, ribadendo con orgoglio la propria diversità. Per esempio replicando al fatto che Rosario non avrebbe portato nuovi spettatori alla piattaforma: «Ma come, non sanno che i nostri programmi vanno agli abbonati? Siamo una tv a pagamento», reagiscono dai vertici. E poi c'è da vantare il privilegio di poter contare su una cosa più certa dei rilevamenti Auditel, gli abbonamenti: «La nostra missione è di ampliare al massimo l’offerta per chi paga per vederci. Eravamo carenti sul fronte dell’intrattenimento e abbiamo provveduto. Abbiamo quasi 5 milioni di abbonati, significa che ogni giorno ne scadono 13 mila: ci preme che vengano rinnovati e, per fortuna, questo sta succedendo». Quanto poi alla nuova rete, Skyuno, ha ereditato da Sky vivo un bacino che ha toccato un tetto storico di 80 mila spettatori per “Amici”. Anche se Fiorello ne facesse 200 mila, come accadeva a Raisat extra, sarebbe considerato un successo.
fonte: www.ilmessaggero.it