Ho visto Fiorello durante la penultima sera del suo show al Teatro Tenda, ha fatto morir dal ridere. Anche quando fuochi d' artificio esterni lo hanno costretto a interrompere un monologo, o quando si è stupito che in sala nessuno conoscesse le parole di Another brick in the wall, o quando invece, felice come un bimbo, ha diretto il coro del pubblico sulle note de La vita è bella, sotto gli occhi dell' autore, Nicola Piovani. Ha fatto ridere mentre strusciava a terra per microfonare le scarpe di Massimo Ranieri che ballava il tip tap, o quando ha mimato una seduta dal dentista o quando ha dedicato una romantica canzone addirittura alla Tenda che lo ha accolto e protetto per 3 mesi.
Far ridere sempre così è difficilissimo e chi ci riesce acquisisce un grande potere. Ma Fiorello, a differenza di altri, ha un modo tutto suo di gestire quel potere: un modo generoso e instancabile con cui regala al pubblico il suo talento e il flusso della sua energia, senza attendersi un ritorno sotto forma di consenso, aumento di popolarità o altro. Il suo scopo, ciò che lo gratifica e lo rende felice, è divertire e fare star bene il pubblico, che siano 3 persone, migliaia o milioni; in tv, a teatro o alla radio. Un po' come chi ama veramente e offre all' amato, con gioia e spontaneamente, il suo amore, a prescindere da quanto sia ricambiato.
fonte: www.gazzetta.it