Fiorello: non vado a Sanremo e non lo presenterei mai

Non amando ripetere esperienze già fatte, Fiorello ha detto oggi, parlando agli studenti dell'Università Cattolica di Milano, che non andrà al prossimo Festival di Sanremo, spiegando che «sono sempre onorato quando mi chiamano, ma che ci torno a fare? Ci sono già stato sia in veste di ospite che di cantante». Impegnato nel suo nuovo show nei palasport, Fiorello ha aggiunto che la sera della finale all'Ariston «non posso andare perchè ho lo spettacolo a Torino». Lo showman ha inoltre precisato che «non presenterei mai Sanremo perchè non è il mio mestiere». «Ognuno ha la sua specialità - ha detto -. Io sono egocentrico e voglio stare da solo sul palco, non so presentare e non voglio presentare».

SHOW AD ASSAGO Come un fiume in piena, è passato dall'attualità alle imitazioni fino alla musica. Con la sua consueta verve irresistibile, Fiorello ha conquistato le novemila persone in platea nella prima di tre date consecutive (tutte sold out) del suo nuovo show al Mediolanum Forum di Assago (Milano). Anche in questa nuova tournee nei palazzetti, lo showman non ha voluto rinunciare alla magia del sipario, da cui è comparso architettando un'apertura di serata «come Rosario e non come artista», vestito con accappatoio multicolore, retina sui capelli, calzini e ciabatte. Fingendo grande imbarazzo per la situazione poco elegante, Fiorello si è lanciato in un monologo dedicato all'attualità, rivelando la propria fobia per l'influenza suina («uno su quattro di voi in prima fila ce l'ha») e ammonendo i politici che «il sesso fa grandi danni». «Vedrai che ora Veronica in un mese si ricompra Kakà», ha commentato, riferendosi ai 3 milioni e mezzo di euro chiesti come alimenti dalla moglie del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E poichè al premier, ha detto, «più gli danno addosso, più sale nei sondaggi, anche la sinistra aveva bisogno di uno scandaletto», ha continuato riferendosi al caso Marrazzo, per concludere «che ognuno può fare il sesso che vuole». Poi il sipario si è aperto, svelando tecnologie e giochi di luce futuristici e l'orchestra di 12 elementi guidata da Enrico Cremonesi. Fra le risate e l'entusiasmo del pubblico, Fiorello si è lanciato in imitazioni, gag e aneddoti di vita vissuta, condito dalla presenza costante della musica. Anche i Pooh hanno preso vita virtualmente sul palco, con 'Fiorè aspirante quarto componente della band seduto alla vera batteria dell'ormai ex membro Stefano D'Orazio. Gli scandali legati a escort e trans e i riferimenti all' attualità sono rimasti sfondo leggero dello show, mentre l'imprevedibile siciliano ha caricaturato con il suo humor gli argomenti principali della vita di tutti i giorni, facendo rivivere anche il suo Karaoke: «ma ora coi talent show i concorrenti partono che sono già al top». A grande richiesta è arrivato il tributo a Michael Jackson, al termine del quale è comparsa però sul megaschermo centrale un'enorme faccia di Ignazio La Russa fra le fiamme, in veste diabolica. «Guardate qua, 50 anni a maggio», ha detto di sè Fiore, fra un ballo e una canzone, prima di coinvolgere tutto il Forum in una standing ovation collettiva. Riapertosi il sipario per il finale, Fiorello ha ricordato l'amico Mike Bongiorno con la celebre espressione 'Allegrià, intonando poi, in tono più serio, 'L'Isola che non c'e« di Edoardo Bennato.

 

fonte: www.leggonline.it