Ha raggiunto una maturità artistica e una padronanza assoluta della scena che lo hanno consacrato, agli occhi di critica e pubblico, come lo showman italiano più completo del momento. Parliamo di Rosario Fiorello, eclettico mattatore in grado di cantare, ballare, interagire con gli spettatori e reggere da solo, come nessun altro, il peso di un intero palco sulle proprie spalle. Il suo spettacolo, che il critico televisivo Aldo Grasso (in genere poco clemente) ha definito sulle pagine del Corriere come “il più straordinario dell’anno”, non verrà tuttavia trasmesso da alcuna rete televisiva, generalista o a pagamento che sia. Il “lusso” di assistere alle sue performance toccherà unicamente a quanti si recheranno in teatro a seguire dal vivo lo showman siciliano (dopo la tappa di Milano, l'appuntamento è a Bologna e Torino).
“Se fossi il direttore generale di un network – scrive entusiasta Grasso – obbligherei tutta la prima linea della dirigenza a usare lo show come seminario di studio, tanto perché capiscano, una volta per tutte, la differenza che corre tra Fiorello e, giusto per fare qualche nome, Paolo Bonolis, Carlo Conti, Maria De Filippi, Piero Chiambretti, Antonella Clerici e compagnia cantando. Ma anche tra Fiorello e i cosiddetti comici, quelli che per far ridere sanno solo sparare a palle incatenate contro Berlusconi”.
Per il noto critico del Corriere “con Fiorello, l'anima antica del varietà ha trovato una veste moderna, per quella sua capacità non solo di assoggettare il talento naturale (gli sprovveduti lo chiamano “X Factor”) al lavoro di scrittura, ma perché nessuno come lui sa incidere sulla natura molteplice dell'immaginario. La parte centrale dello show è una lunga carrellata sulla canzone italiana, dagli indimenticabili testi di “Miniera” e “Profumi e balocchi” fino ai giorni nostri. Anche il karaoke può diventare una lezione di storia della musica, una di quelle forme di rappresentazione che si attestano come “luoghi della memoria”.
fonte: www.italiainformazioni.com