Fiorello: "Delbono, sposi la coppia gay"
Gli omosessuali chiedono le pubblicazioni

Il comico lancia l'appello dal palcoscenico della Futurshow station: "Tanto - dice girandosi verso l'orchestra - qui siamo tutti sposati

Eleonora Capelli

Dopo la lettera aperta al sindaco Flavio Delbono per ottenere un simbolico matrimonio gay, spunta la via giuridica all´affermazione dei diritti delle coppie omosessuali. Chiedere le pubblicazioni di matrimonio in Comune e, dopo che sono state rifiutate, presentare ricorso contro il Comune in tribunale. Tutto mentre ieri sera, dal palco del Futurshow Station, una sollecitazione al sindaco è arrivata persino da Fiorello: «Delbono, sposa quei due ragazzi. Tra l´altro - ha aggiunto girandosi verso l´orchestra - qui siamo tutti sposati».

Intanto nella comunità omosessuale prende piede la via legale alle nozze. Una coppia di ragazze l´ha già seguita e aspetta per il 12 gennaio l´udienza fissata dalla prima sezione del tribunale di Bologna, mentre il Cassero mette a disposizione i suoi esperti legali per tutte le coppie gay che vorranno percorrere questa strada. «Andremo a Palazzo D´Accursio con le coppie che sceglieranno la via giuridica - dice il presidente di Arcigay Bologna, Emiliano Zaino - il Cassero dal 2010 si assocerà alla rete Lenford che riunisce gli avvocati che lottano per i diritti degli omosessuali. È una strada seria e non una provocazione».

Una strada già percorsa in altre città, che ha portato davanti alla Corte Costituzionale il tema dei matrimoni gay. Un iter collaudato che mira a «corrodere il fondamento giuridico dell´impossibilità per un sindaco di celebrare un matrimonio gay» come spiega l´avvocato Antonio Rotelli, presidente di avvocatura per i diritti Lgbt. «La nostra Costituzione non vieta che la famiglia sia fatta da due uomini o da due donne - dice Rotelli - è il Codice Civile che specifica il discrimine. Quindi in realtà la legge c´è, andrebbe solo dettagliata ulteriormente. Noi miriamo ad ottenere un pronunciamento della Consulta con tutti quei tribunali che solleveranno la questione, seguendo l´esempio di quanto successo a Venezia».

 

fonte: http://bologna.repubblica.it