Lo showman: «Tornare a via Asiago? Devo capire se funziona ancora con Baldini»
ROMA (7 aprile) - L’astinenza non fa male. Anzi. L’ipotesi più credibile è che faccia bene, anzi benissimo, specie se l’oggetto a cui si rinuncia si chiama televisione. E specie se la questione si pone in questi tempi grami. «Ho visto in tv cose raccapriccianti. E pensare che quando ero su Sky ci sparavano addosso. Eppure era un programma davvero innovativo» non dimentica Rosario che intanto si consola, appunto, con l’astinenza dal video. L’anno scorso, di questi giorni, stava debuttando su Sky, dodici mesi dopo è in pista ta a telecamere spente, pronto a battere e ribattere la penisola in lungo e in largo. Così rieccolo a Roma, tre repliche al Palalottomatica da stasera, manco a dirlo esauritissime, un ritorno visto che altre due le aveva già fatte e altrettante le farà a maggio. E non è detto che sia finita. «Vado avanti ad libitum» annuncia Fiore. Altroché tv. «Voglio fare il ballerino durò tre anni, questo show è pure meglio. Così dice chi l’ha visto. Parlo di musica, lo spettacolo si rinnova ogni volta. Leggo i giornali e lo aggiorno. A Padova ho fatto Berlusconi che si infuria appena vede la scritta PD sulle targhe delle macchine».
Come faceva Dario Fo ai suoi tempi.
«Anch’io l’ho sempre fatto. Prendi la battuta del principe che dice “voglio essere il nuovo Fiorello”. Leggo il giornale e la sera monto il numero. Adesso è cliccatissimo su You tube e sicuramente lo riprendo in queste serate romane, dove fra il pubblico ci sarà una marea di ospiti. Lo spettacolo funziona così, più si arricchisce».
Una maratona...
«A un certo punto era arrivato a tre ore. Così l’ho tagliato a due. Ma piano piano ricomincia a gonfiarsi. Ma l’unico modo per non annoiarmi è aggiungere cose nuove. E magari recuperarne di vecchie».
Per esempio?
«Stasera potrei recuperare il pezzo sui settant’anni di Mina con Se telefonando e il racconto di come nacque che mi ha fatto Costanzo. Ma lo spettacolo mette insieme tutti i generi. Passo in rassegna gli anni Sessanta, ma non è revival. Per i pischelli il revival sono io. Faccio una carrellata dei miei pezzi da Spiagge a San Martino. L’impegno è di far ridere la gente fino ad avere male alle ganasce. Devo darmi da fare perchè la concorrenza si è fatta agguerrita: c’è il principe che vuole fare me e c’è Santoro che va nei palazzetti: temo che si stia allenando».
Loro però la tv la fanno.
«Santoro l’ho invidiato con la sua Raiperunanotte che è andato su tutte le piattaforme. Quello è il futuro, anche noi lo facevamo con la radio, ci replicavano dovunque da You tube ai tg e alla fine lo vedevano un po’ tutti. La verità è che non c’è più bisogno di stare sui grandi canali generalisti».
Che ne è dell’idea di rifare Fantastico?
«Ho visto che Morandi fa Canzonissima, così la mia proposta cade. Non possiamo metterci tutti a rifare le cose del passato. O forse la verità è che sono in una fase in cui non voglio fare tv. Chi me lo fa fare: un varietà classico, come piace a me con gli ospiti tipo Stasera pago io, fa sei milioni di spettatori, così mi massacrano e io ci rimango male. La gente me lo chiede sempre: dai torna a fare la vera tv, non Sky, devi cantare con John Travolta. Mi vogliono con lo smoking e al Delle Vittorie. Ma quel tipo di spettatori ormai non sono più di sei milioni. Il varietà non c’è più: si fa nostalgia, ci sono i bimbi che piangono e tutto uno “stop al televoto”, una frase che è diventata un tormentone del mio spettacolo».
E il satellite?
«Se questo spettacolo è il migliore che abbia mai fatto lo devo a quell’allenamento pazzesco. Ma è è stata una fatica pazzesca. Adesso Sky sarà lo sponsor del mio show teatrale».
Resta la radio...
«Ne ho parlato con Baldini. Ma prima devo vedere se fra noi funziona ancora».
E resta l’idea del film dei due Fiorelli, con Beppe...
«Ne parliamo. Ma lui è diventato così bravo che io gli sto tre anni dietro. Dovrei studiare».
fonte: www.ilmessaggero.it