Tra parenti e amici il Fiorello Show a Catania
Irrompe nella scena fasciato in un accappatoio griffatissimo, con una retina che nasconde i capelli brizzolati e calzando morbide pantofole bianche. Sircia il suo pubblico da dietro le quinte e sospira “matri mia iè chiunu chiunu”, scatenando così la prima risata incontrollabile. Lui stesso, si guarda e dice di assomigliare a Briatore alle tre del pomeriggio.
Rosario Fiorello, nato alla circonvallazione di Catania, uno spettacolo a casa sua non lo aveva mai fatto. Ad Acireale o a Taormina c’era stato, ma a Catania mai e adesso erano tre anni che non tornava in. Ai 15mila del Cibali, ieri sera ha regalato, quasi tre ore di musica, balletti, imitazioni, monologhi, chiacchiere in siciliano stretto per una tappa unica del suo Fiorello Show. Clamoroso al Cibali davvero per prendere in prestito le parole che Fiorello ieri sera ha usato prima di scendere nel parterre e cominciare a salutare ad uno ad uno i suoi parenti.
Nella prima parte dello spettacolo usa il parterre come una piazza nella quale scambiare baci con lo zio Pippo, ottantenne da due giorni, con le signore di augusta, la cittadina dove è vissuto e che a suo dire, facevano quasi a gara per cambiargli i pannolini. Il sindaco Raffaele Stancanelli viene simpaticamente preso di mira dallo showman che scherza con lui, lo chiama Raffi. Poi è un omaggio a Mike Bongiorno con il suo Allegriaaa prima che Fiorello, splendido 50enne racconti l’attualità a modo suo in maniera ficcante e mai volgare.
Scherza sui suoi 50 anni, compiuti da poco. La delusione per i mondiali la sfoga dicendo che Mogol nella nazionale cantanti è più veloce di Montolivo, del resto, dice, “la nazionale italiana è stata estirpata come un pelo superfluo da un’estetista slovacca”. La sfida tra il vulcano islandese e l’Etna la vince il gigante siciliano, “la sua cenere” dice fiorello “noi la mangiavamo a colazione”. La Garfagna è muta ed espressiva con Berlusconi come il muto di Zorro, al quale bastava un tocco di sopracciglia per avvertire il suo padrone del pericolo. La Russa diventa il cattivo del video di Thriller. Mette a disposizione di tutti la sua immensa memoria di Disk Jokey, raccontando a modo suo la musica degli anni ’70 e ’80, quella con cui è cresciuto, con l’aiuto dell’inseparabile maestro Enrico Cremonesi che biascica un siciliano sgangherato tra “caddozzi di sasizza”, “cacocciole” e frasi irripetibili. Canta Non ho l’età, Zucchero, i Bee Gees, i Collage, i Ricchi e Poveri. Ce l’ha con la tecnologia, con gli IPhone, gli Ipad e la Apple in generale.
Si mette alla batteria accanto agli ologrammi dei Pooh e stupisce, soprannominandosi Winnie The Pooh. Poi saluta i suoi Little Channel, Thre Jobs, Little Book, Uncle Liza, Canalicchio, Tremestieri, Librino e Zia Lisa, per i quali ha reinventato i nomi in inglese e saluta cantando “E vui durmiti ancora” di Rosa Balistreri, accendendo di luci dei telefonini lo stadio Cibali, salutando il suo amico Taricone, scomparso solo due giorni fa e mandando a casa tutti con l’ennesimo sorriso.
Fiorello sarà di nuovo in Sicilia, al Velodromo di Palermo, il 10 settembre prossimo.
fonte: www.tifeoweb.it