Lo show di Fiorello "I 50, i migliori anni della mia vita"

 

di Marco Mangiarotti

Lo spettacolo di Fiorello ha fatto tappa a Bologna. In seguito, sarà a Firenze il 26 e il 27 novembre: "Faccio a teatro lo show che la tv non si permette più"

Bologna, 15 novembre 2010 - Ha 50 anni e non li dimostra, ma l’incontinenza vince. Quella delle battute, magari su Ruby..."Troppo facile, le fa pure Pirlo...", aveva giurato prima del monologo al Futurshow di Bologna.

Ma dopo tre settimane non ce l’ha fatta più. Ed è esploso. "C’è stato il periodo dei trans, di cocaina e party, periodo immobiliare... Ora siamo al periodo escort, di tutti i tipi: minorenni, anziane, d’addarie varie". Così va la satira (la barca) in tutte le democrazie ironiche del mondo. "Tutti fanno battute su Berlusconi, anche il Papa: 'Berlusconi andrà in Paradiso perchè ha Fede'... lui ancora non l’ha capito che queste escort non vedono l’ora di andare a casa sua per poterlo raccontare. Secondo me dovrebbe tornare alle origini. Vai in via Rigosa su una bella macchina anonima, finestrino a manovella e sedili ribaltabili. Scusi, quanto? Chi potrebbe mai immaginarlo in strada?".

Sorriso complice e goloso: "Tutti!!!». Ormai è una valanga. "Il vero nemico è Fini, il comunista che ormai gira con la Pravda sottobraccio! Pare che la Perugina abbia prodotto un Bacio con dentro il messaggio: 'L’amore è come Bocchino: non ha altri Fini'...".

Per le date di Firenze, il 26 e 27 al Mandela Forum, hai una ricetta?
"Mandatemi la Fiorentina, anche se è in ripresa (ma si è infortunato Mutu) che gli faccio l’antisfiga... C’è un momento dello show in cui dico: chi non fa una certa cosa ha la sfiga per tre anni! Ragazzi, funziona. L’ho fatto a Ranieri ed è arrivato secondo".

Vacche grasse per i comici, oggi.
"Come dice Benigni, abbiamo di che mangiare. Politica, alluvioni, sparatorie... Prepari le battute, poi apri il giornale e leggi cose che mai avresti potuto immaginare".

Per questo il tuo Show cambia sempre?
"La parte fissa è l’idea di varietà, qualche canzone, Michael Jackson e i Pooh. Poi riprendo vecchie cose, ne metto di nuove. Improvviso e mi diverto. Questa è ormai la mia dimensione. Fare in tv solo gli spot, come varietà in pillole. La serie del cinquantenne va così bene che la gente mi ferma per strada. Un signore di 81 anni mi ha detto: a Fiorè, la devo far io la pubblicità tua, guarda come sto a 81 anni...! Mai avrei pensato che i miei anni migliori sarebbero stati questi".

Quelli di Milano te li ricordi?
"C’era il gruppo di Radio DeeJay con Jovanotti, Amadeus, Linus e il giovane Albertino, gli 883, Claudio Cecchetto, facevamo la radio, la tv, i live, i dischi, Sanremo e il Festivalbar. Andavamo ai primi posti in hit parade. Ricordo una settimana al numero uno gli 883, secondo Jovanotti, terzo Fiorello. Ma sono arrivato anche primo con 'La nebbia gli irti colli' e 'Il cielo' di Renato Zero. Poi le cose belle finiscono. Max Pezzali è l’883, Jovanotti è diventato quello che è. Amadeus fa il conduttore in Rai, Linus è il direttore artistico di radio DeeJay".

Come vivevi da siciliano al Nord?
"Mi piaceva il traffico ordinato, abituato a Catania, la vita notturna me la sono bevuta tutta. Eravamo tutti casa e bottega, la radio e il chiosco di Sergio e Efisio in corso Sempione, il panimo col cavallino. Marco Baldini che faceva debiti a nastro...".

Stavi giusto dimenticando Baldini.
"Non abbiamo litigato, lui è a Radio Kiss Kiss con un contratto in esclusiva di tre anni. Lo stiamo solo aspettando (bisogna sempre aspettare Baldini). Quando si libera ritorniamo a Radiodue. E chiamo pure come ospite fisso Califano".

Ti rendi conto che il vecchio varietà della tv lo fai solo tu a teatro?
"Io sono nato lì e lo rifaccio alla mia maniera, con la tecnologia di oggi. Prendi 'Sorrisi'. Leggi: “Ballando con le stelle”, varietà. 'X Factor', varietà. No. Il varietà è vario e tocca tutti i generi. Bisogna scrivere: gara di ballo, gara di canzoni. Si è persa questa cosa anche perché costa tanti soldi: prove balletto, alberghi, ristoranti, ci lavorano anche 200 persone. L’ultimo è stato “Stasera pago io”, oggi c’è la crisi. E allora io mi sfogo a teatro, con balletti che escono dagli anni ’40, video a tendina, orchestra dal vivo. Tecnologia: nella sigla vedi otto Fiorello che ballano. Poi c’è il maestro Enrico Cremonesi, che è anche la mia spalla comica".

Rispolveri vecchie canzoni.
" 'Nel Duemila' di Bruno Martino, del 1958, non se la ricordava nessuno. Sto pensando di rifare 'Rocking Rolling' di Scialpi. A volte canto le canzoni tristi, 'Mamma' e 'Miniera', o Lelio Luttazzi: 'Il giovanotto matto', 'Can de Trieste', “Cantante stonato”. Non più di 8 o 9 a sera, anche se ne abbiamo circa 300 in repertorio (già “gobbate”)".

Credi sempre nel tuo ciclo virtuoso di lavoro?
"Faccio dal vivo e alla radio cose che poi sviluppo in tv. Sono pigrissimo. La mattina sto in uffico, mi vedo con Cremonesi e gli autori. Il pomeriggio lo passo a casa con la moglie e i bambini. La sera ogni tanto vado al cinema. Natale vacanza, agosto vacanza. In Sicilia ci torno a giugno: Letojanni, con amici e parenti. Ma non conosco Ruby, mi spiace. Magno la pasta con le sarde, gusto la granita di caffè con panna e brioche".

Me lo vedo con la brillantina e i baffi, seduto al bar del corso, il giornale aperto. La sapete quella su...? Imperdibile. Provate a Firenze.

 

 

fonte: http://qn.quotidiano.net