Fiorello "Ho portato in teatro la tv che amo"

Per la sesta volta al Mandela Forum Un successo senza precedenti Eppure lui si diverte ancora

"Racconto un'Italia vista dal basso Amo contaminare personaggi ed epoche diverse"

Roberto Incerti

"IL mio segreto? Porto nei teatri e faccio vedere dal vivo la televisione che vorrei vedere io". Fiorello torna per la sesta volta a Firenze, al Mandela Forum dove a seguirlo c'è stata la cifra record di 50.000 spettatori. Così lui stesso spiega l'evento: "A vedermi in teatro vengono persone di ogni ceto ed età. Ci sono anche persone che hanno visto due, tre volte il mio spettacolo". Il Fiorello show tour torna dunque sul palco del Mandela Forum (venerdì e sabato prossimo ore 21, euro 56,50 43,50 34,50 o 26 pochi biglietti disponibili, www. ticketone. it).
Lo spettacolo è diretto dal regista Giampiero Solari. Lo show, per ammissione dello stesso Fiorello "è un flusso di storie e canzoni, è un work in progress in quanto ad ogni replica aggiungo qualcosa di nuovo. Siamo fra gag, canzoni, battute, racconti di vita vissuta e ed imitazioni".
Fiorello, accompagnato sul palco da Enrico Cremonesi e dalla sua band, trasforma l'attualità e i fatti del quotidiano in uno show tutto nuovo di oltre due ore. L'attore canta, balla, recita. Lo show ha anche un forte impatto visivo fatto di giochi di luce, ledwall e ologrammi capaci di catturare e spiazzare gli spettatori.
Scusi Fiorello, ma come fa a portare tanti spettatori a teatro?
"Recitando, cantando, ballando. Citando Proietti vorrei dire: A me gli occhi please".
Nello spettacolo, come in una sua nota pubblicità televisiva, lei autoironizza sui suoi 50 anni.
"Diciamo che io voglio far tornare la pubblicità grande spettacolo: come capitava ai tempi del Carosello che io guardavo, affascinato, da bambino".
Ma per Fiorello cosa significa avere 50 anni?
"Niente. Via, i tempi sono cambiati. Io a 50 anni mi prendo in giro, ma porto jeans e scarpe da tennis come quando ne avevo 27. Quando ero giovane pensavo a persone di 40 o 50 anni come a dei morti: adesso non è più così. Mi tengo in forma con l'ironia e facendo ginnastica. Mi diverto a prendere in giro i miei 50 anni sia in teatro che in televisione: pensi che quand'ero bambino un uomo nemmeno trentenne mi pareva già vecchio".
Ancora una volta lei canterà grandi canzoni.
"Certo, farò Se telefonando di Mina scritta da Costanzo e Morricone. Poi, come ho fatto nel film di John Turturro Passione canterò il pezzo di Renato Carosone Caravan Petrol".
Al Mandela non risparmierà neppure Firenze.
"Chissà se a teatro verrà il sindaco Matteo Renzi: mi piace la sua fama di rottamatore, magari lo prenderò un po' in giro. Consiglio poi all'allenatore della Fiorentina Sinisa Mihajlovic - che conosco bene da anni - di venire a vedere lo spettacolo: porta fortuna. Pensi che a Milano venne a vedermi l'allenatore del Milan Allegri che al mio show ballò come un pazzo. Da allora il Milan non ha più perso: Sinisa fai come lui e lasciati andare nel ballo!".
Per la prima volta lei fa un po' di satira politica.
"Macché, la satira politica la fanno Grillo e Luttazzi, io cerco solo di far ridere. Il mio poi è un work in progress che cambia sera dopo sera: lo spettacolo è sempre diverso, perché lascio molto spazio all'improvvisazione, al coinvolgimento degli spettatori. Adesso non parlo più delle amiche di Berlusconi tipo Ruby, sono un argomento già sorpassato".
Però parlerà di Mara Carfagna.
"Vedendola mi viene da pensare: quando la nave affonda, tutti scappano".
Parlerà anche di Rutelli e Fini.
"Ho inventato uno slogan: Rutelli e Fini insieme fanno casini. Però, le ripeto, io non faccio satira politica...".
Fondamentale è la sua capacità di relazionarsi con i tecnici.
"In questo spettacolo li coinvolgerò totalmente e li farò ballare. Questo recital non sarebbe stato possibile senza il lavoro che ho fatto in radio e tv. Racconto aneddoti, storie di vita, ripropongo canzoni del passato. Fiorello show è una storia d'Italia vista dal basso. Mi piace contaminare, assemblare personaggi di epoche diverse. Faccio ridere parlando di Brunetta come di Mike Bongiorno, o di una formazione beat italiana dimenticata dai più".
Cosa significa essere l'interprete dello spettacolo più visto in Italia?
"Significa essere in buona compagnia: per il cinema la star è il film Avatar, il concerto più visto è quello di Blasco-Vasco Rossi, in teatro il recital con più spettatori è il mio: logico che sia felice".
Ma Fiorello tornerà mai in televisione?
"Chissà. Intanto mi esibisco in teatro e osservo ciò che mi capita intorno. Dai miei spettacoli e da ciò che vedo, magari un giorno potrebbe nascere qualcosa, un programma televisivo di alto livello, lontano da ciò che oggi si è costretti a vedere, a subire in tv".
Vedendo in scena Fiorello, colpisce la sua teatralità, la mimica, il linguaggio del corpo. Lui non è un imitatore ma un grande interprete. Un interprete che porta nella valigia dell'attore le radici mediterranee, lo sberleffo, l'arte dei pupi siciliani, il ritmo mischiato alla lentezza del Gattopardo, la tensione della tragedia greca. Come spiega il regista Solari: "Fiorello è un attore jazz, capace di essere libero in una struttura molto solida. La sua forza, la sua marcia in più sta nella tempra, nella coscienza dei suoi mezzi. A chi lo critica risponde in una sola maniera: con la professionalità. Una professionalità che gli crea eguali consensi in tv, radio e teatro. Insomma un grande: un attore totale".

 

 

fonte: http://firenze.repubblica.it