Fiorello - Aspettando Angelica

di Emilia Patruno

Il successo, la trasgressione... Ha già trascorso molte vite. Ma ora pensa solo alla moglie Susanna e alla figlia Angelica che nascerà.

Il successo si misura anche dal coro di quelli che ti dicono: «beata te» quando dici che vai a intervistare Fiorello. Ed è proprio un tripudio: la folla all’ingresso della Rai di corso Sempione a Milano (in genere questo succede a Roma), lo stuolo di ammiratrici e ammiratori già galvanizzati che si prepara ad assistere allo spettacolo (perché è proprio uno spettacolo, anche bello e divertente da vedere, non solo da ascoltare), gli autografi e persino le pizzette calde calde che una fan gli ha portato e che lui, Fiorello – personalmente, generosamente – distribuisce ai presenti, assaggiandone soltanto un paio, perché, dice, «il problema è la linea, tendo a ingrassare».

L’altra linea, invece, quella che si passa da un programma all’altro, quella dell’etere, al contrario, non è un suo problema.

Viva Radio 2, tutti i giorni in onda dalle ore 13.40, ma anche in replica alle 23 e alle 7 del mattino, non ha fatto che aggiungere simpatia a simpatia, entusiasmo a entusiasmo, pubblico a pubblico. E non ha fatto altro che riconfermare le capacità di un grande uomo: sì, perché Fiorello, oggi uomo (46 anni) e non più ragazzo, oggi fulgido showman a 360 gradi, papà "al quadrato" (si è esercitato dieci anni con Olivia, 13 anni, la figlia di Susanna, sua moglie dal 2003, e ora aspetta la nascita di Angelica, una bambina desideratissima che verrà alla luce a luglio), è veramente un po’ l’unico tra gli artisti del palcoscenico a conservare misteriosamente vitalità, energia, freschezza, voglia di stare al mondo e tanta, tanta allegria.

Più che "conservare" dovremmo forse dire "aumentare", proponendosi in maniera nuova, in maniera inedita: se un critico severo e compassato come Aldo Grasso si sbilancia sul Corriere della Sera parlando del «programma più bello e importante della Tv italiana» (da esperto qual è, Grasso fa riferimento anche al fatto che è possibile scaricarlo in podcasting – un sistema che permette di scaricare in modo automatico risorse audio o video, chiamate podcast, utilizzando un programma gratuito chiamato aggregatore o feeder – o seguirlo, sempre via Internet con una web cam) o se un autorevole intellettuale politologo come Edmondo Berselli, direttore della rivista Il Mulino, abbandona

temporaneamente elezioni e dintorni per diventare il biografo di uno showman..., allora bisogna proprio ammettere che si è di fronte a un fenomeno della natura di prima grandezza, a uno che ha di colpo fatto invecchiare gli altri programmi radiofonici, a uno che ha scelto la radio e non l’ha adottata come una situazione di ripiego, per riempire l’intervallo tra un programma televisivo e un altro, a un signore che si è preso il lusso di prendere tra le braccia la Cenerentola dei media e di farla diventare principessa... Grazie a Marco Baldini, amico dai tempi di Radio Dj («È la mia cavia, quando ride lui, ridono tutti»), all’affetto del suo pubblico, al calore della famiglia.

«La battuta è vecchia, anche se è tutta mia... Fare la radio conviene, perché si può lavorare senza farsi la barba».

«La prima. Poi sport e spettacolo».

«No».

«A me piaceva dipingere. Una volta avevo dipinto un sole che nasceva sul mare. Susanna mi ha subito fatto un complimento: "Bella questa natura morta, questa anguria sulla tovaglia blu". Ho appeso i pennelli al chiodo...».

«Al tavolo. Ma io cucinavo, sa? Mi piaceva fare la pasta al forno. Susanna l’ho conquistata così. Da quando c’è lei, mi limito a mangiare».

«Si intitola Faccia di cuore, un libro tremendo, horror-thriller-noir-giallo ecc., un libro "de paura", insomma, scritto da un mio amico, che è anche il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi».

«Io non regalo molti libri; o, meglio, li regalo a Natale perché fa chic andare in libreria...».

«Eh, brava, lo dico a lei, così indovina per chi ho votato... Le dirò che con Berlusconi ho cenato più volte, ai tempi di Mediaset; ma ho anche avuto il piacere di una cena a casa Veltroni».

«Ma noi siamo stati sempre bipartisan, lo deve ammettere. Anche la parodia di Berlusconi, lo Smemorato di Cologno (un uomo in crisi di identità, che vaneggia sulle elezioni e ha uno choc quando sente la parola "comunista", ndr.), so che non dispiace al Cavaliere».

«Basta chiedere a Susanna: stare vicino a un uomo come me non è facile. Io sono presuntuoso, egocentrico, suscettibilissimo, voglio essere sempre al centro dell’attenzione. Sono una primadonna ed è pure giusto così, altrimenti avrei fatto un altro lavoro. Susanna mi ha dato modo di vivere una vita reale, normale, fatta di piccole, grandi cose, una vita parallela a quella dello spettacolo, che ha tanti aspetti anche effimeri, stupidi, un po’ così...».

«Guardi, io nella vita ho provato di tutto. Tutto. Un tempo ero scatenato. Adesso ho persino smesso di fumare. La legge sull’inasprimento delle pene per chi fuma gli spinelli la trovo troppo dura, perché riempirà il carcere di persone non delinquenti, ma di ragazzi che si sono fatti uno spinello... È molto meno grave dell’alcol. Oggi i pericoli sono l’eroina, la cocaina, l’ecstasy. Ci sono poi reati che mi fanno orrore, che non si possono perdonare. Per esempio la pedofilia. Non mi interessa se questi uomini sono malati, i pedofili devono sapere che è un male, che se toccano un bimbo finiscono direttamente in carcere. Con l’ergastolo. Secco». E poi parla di Angelica: «Aspetto una bambina. Papà a 46 anni. Faccio i conti, quando mia figlia avrà 20 anni io ne avrò 66. Ma sono ultrafelice. Il nome l’ha scelto Olivia, l’altra mia figlia. Angelica è già meravigliosa adesso. La sento che scalpita nella pancia della mamma. Avrà preso da me, che non sto mai fermo... Non vedo l’ora di guardarla negli occhi. Assisterò al parto... So che dal momento in cui la vedrò, la mia vita non sarà mai più come prima».

«Quello che mi ha insegnato mio padre: l’onestà, la sincerità».

«E che vuole che le dica? Ecco, finisca così il suo articolo... Cosa vuole che le dica?!». Risata. Sipario. Saluti. «Beata te»: alla fine me lo sono detta da sola.

MILLE IMITAZIONI PER UN ARTISTA

Carla Bruni e una carrellata di personaggi con cui Fiorello gioca, per lo più imitandoli. Tra gli altri lo scrittore Andrea Camilleri, Silvio Berlusconi, Mike Bongiorno, Renato Zero. L’elenco è aperto. Imitazioni impossibili, forse, non ne ha. «Ho delle messe a punto da fare, come il direttore della Juve, Luciano Moggi».

Ma come nascono le sue imitazioni? «Per caso: una volta incontro Andrea Camilleri per strada, lo invito al bar e mi scatta l’idea. 
Con quella voce da Ignazio La Russa al rallentatore è perfetto. 
E così lo faccio, con successo». Non c’è verso di fargli dire qual è il personaggio che gli è più caro: ma è logico, come per i figli, non ci sono esplicite preferenze. Il termometro del gradimento è sempre la spalla di lusso Marco Baldini che, nonostante conosca "Fiore" da anni, reagisce sempre bene alle performance del vulcanico compagno di scena, bravissimo, come un contrappunto, nella scelta dei tempi. E ride. Baldini ride, ma ridiamo anche noi: per Minà, la signora Franca Ciampi, lo Smemorato di Cologno, e, ne siamo certi, per tutti quelli che verranno.

E.P.