Fiorello lirico, comico, ironico

Nostra intervista. Il presentatore-cantante-dj ci parla del suo nuovo spettacolo. Già tutto esaurito per la prima data veronese.

In Arena il 16 e 17 lo show man in «Volevo fare il ballerino...»

«Parto dalla mia esperienza nei villaggi vacanze Imiterò Camilleri e Mike Bongiorno, ballerò e canterò anche parti di un’opera lirica: ci sta benissimo nell’anfiteatro, no?»

Bene, splendido quarantenne. partiamo dal titolo.
«Volevo fare il ballerino... Anzi, come dite a Verona, Mi volèa far el balerìn... È un pretesto per un nuovo show. Tutto parte dalla mia esperienza nei villaggi vacanze. Alla sera si facevano gli spettacolini e io ballavo ma mi prendevano in giro perché andavo fuori tempo. Così non me li facevano fare mai. Adesso che posso decidere, voglio fare il ballerino. È un pretesto per parlare d'altro, senza ripetere le cose che la gente ha visto in tv. Il mio è un percorso inverso rispetto a chi porta in tour uno spettacolo televisivo di successo. Propongo dal vivo cose nuove che, se vanno bene, andranno poi in tv. Solo nei bis accontenterò il pubblico con "spruzzatine" di vecchie cose. Dalla durata di pochi secondi, però. Se apro un occhio e faccio: "Digiamolo", la gente pensa a La Russa. Accenno una smorfia facciale ed esce il gobbo».

Anche John Belushi, l'attore americano di Blues brothers e Animal house voleva fare il ballerino.
«Il problema è che i nostri cervelli non sono mai stati d'accordo con il fisico. Pure a Pavarotti gli sarebbe piaciuto fare il ballerino ma purtroppo... Io ci provo ma sul palco sembro un bisonte. Forse è proprio questo che fa ridere. Perché lo spettacolo fa ridere. È molto comico. Lo dico perché è inutile fare i finti modesti: abbiamo fatto numerose date, tutto-esaurito ovunque e lo spettacolo è andato bene. Lo dimostra il fatto che a Verona ci sarò per due sere di seguito. Che soddisfazione!».

All'Arena la vedremo anche nelle vesti di cantante lirico. Giusto?
«Non vi dico nulla. E sapete perché? A furia di fare interviste, viene svelata ogni sorpresa. E allora non vi dico niente... Ma no, dai, ve lo dico: farò l'Otello e canterò le parti di Cassio, Otello stesso e Desdemona. All'Arena ci sta benissimo, no?».

In Arena ci sta tutto. Tre giorni prima di lei ci sarà il Festivalbar.
«Lo so, ricordo quand'ero io a presentarlo. Stavolta ci torno senza cantanti. Negli intermezzi pubblicitari, a contatto con il pubblico, mi divertivo davvero».

Questo mese ci sarà anche Gigi D'Alessio che ha "soffiato" l'Arena a Dario Fo.
«A me non è mai successo di entrare in competizione con qualcun altro per una location. Non sono cose che succedono. Adesso hanno risolto, vero? Lo fanno tutti e due lo spettacolo?»

Per la verità ci sarà solo il concerto di D'Alessio.
«Mi dispiace. Bhe, in queste cose non voglio entrarci. Resto tranquillo al mio posto».

Senza risparmiarsi però battute su Berlusconi.
«Non sono nè violente nè politiche. E ne faccio pochissime. D'altra parte, chi oggi non fa battute su Berlusconi? Non bisogna essere dei comici. Lui stesso dice cose divertenti. Basta citare le sue dichiarazioni dell'altro ieri: "Non ci sono limiti a quello che posso fare. Avrei
potuto essere un giornalista oppure un parroco».

Tra i personaggi che imiterà ci sarà anche lo scrittore Camilleri.
«Sì. A proposito, facciamogli gli auguri in ritardo perché ieri ha compito 80 anni. Il maestro Camilleri che fuma come un turco. Lui dice sempre: "Ho fatto gli esami ai polmoni". E come erano? "Asfaltati"».

C'è un personaggio che non è mai riuscito a imitare?
«No. In realtà quando decido di rifare qualcuno è perché mi viene al volo. Mi deve venire così: lo vedo una volta e lo rifaccio. Se non mi viene, non scelgo di farlo».

Lascia spazio all'improvvisazione?
«Certo che sì. Quando vedrete l'orchestra ridere, vuol dire che sto improvvisando. È il bello di fare lo stesso spettacolo ogni sera. Se uno rifà pari pari le stesse cose, s'annoia. Non ho un copione a cui mi devo attenere».

Oggi tutti la applaudono ma i fischi se li ricorda?
«Certo. Ricordo che mi fischiarono a un'edizione del Pavarotti & Friends. Non ero lì per cantare. Sono salito sul palco solo per annunciare un numero di telefono. E mi fischiarono. Era un periodo un po' così, dove non stavo facendo delle belle cose. Se fai qualcosa che al pubblico non piace, te lo fa capire. Almeno una volta nella vita, tutti sono stati fischiati».

Giulio Brusati

Verona. Leggere un'intervista a Fiorello è come ascoltare un album heavy metal a volume bassissimo o mangiare un cannolo siciliano con la lingua scottata. Viene a mancare il sapore della comicità, la potenza di una voce che entra ed esce dai personaggi con naturalezza assoluta.
Nelle prossime righe dovrete dunque lavorare di fantasia, immaginando Fiorello mentre si trasforma in ogni persona che citiamo. Ma se volete vederlo e ascoltarlo dal vivo, sapete cosa fare: lo showman siciliano sarà di scena all'Arena i prossimi 16 e 17 settembre. Per la prima data non ci sono più biglietti; per la seconda potete contattare il promoter Eventi allo 045.80.39.156.
Fiorello sarà sul palco insieme a un'orchestra di 14 elementi diretta dal maestro Cremonesi. Lo show avrà una dimensione particolare, con inserti video, la riproposizione di classici dimenticati della canzone italiana e perfino frammenti di opere liriche.
Al centro di tutto, l'uomo di spettacolo più poliedrico dell'ultima decade (tv, radio, teatro), in ottima forma.
«Sono sui 45 ma biologicamente sono un trentenne, come dice Mike Bongiorno. Appena mi vede, Mike mi fa sempre: "Eh, lo sai che io ho 80 anni, eh, ma i medici mi hanno detto, eh, che biologicamente ne ho 62».