Fiorello: mi diverto in radio, la tv può aspettare

Il conduttore a ripreso con Marco Baldini «Viva Radio 2», tutti i giorni alle 13.40, e prosegue la sua tournée nei teatri italiani
«Per la Rai è una grande stagione, io sarei di troppo. Rockpolitik? Tanto di cappello a Celentano»

Emanuela Castellini


ROMA - Fiorello sorride sornione: va ospite da Baudo e gli ascolti volano, ma lui neppure in questa stagione vuole fare tivù.
«È vero -
spiega -, generalmente alterno un anno con un programma tv e un anno senza. Stavolta saranno due anni senza. Vedremo nel prossimo, chissà, forse in autunno...».

E allora per tutti i fan dell’inarrestabile Rosario Fiorello, non rimane altro che ascoltarlo dal lunedì al venerdì su Rai Radiodue dalle 13.40, alla guida di «Viva Radio 2» con i suoi numerosi ospiti, le sue ormai mitiche imitazioni, le sue canzoni rivisitate, sempre affiancato da Marco Baldini.
«La tv non mi manca, e poi in questa stagione le cose in Rai stanno andando benissimo - sottolinea -. Che bisogno c’è di un mio show dopo l’enorme successo di Adriano Celentano e di "Ballando con le stelle"? Senza contare il successo che arriverà con Giorgio Panariello e il suo Festival di Sanremo. E poi è previsto anche Vincenzo Salemme, e il mio sarebbe il quinto spettacolo, davvero un... di più. Quindi, anche nell’economia della programmazione Rai, penso che convenga che io ritorni la prossima stagione, così avrò più tempo per trovare cose nuove».

Non si sente trascurato da questa Rai piena di star?
«No! Soltanto per le repliche che mandano in onda ogni volta che c’è un buco... Alla Rai devo solo dire grazie. Ribadisco che non è grave se uno non va in tv per un anno. Nessuno si strapperà i capelli. E poi basta sintonizzarsi su Radiodue dalle 13.40 e io sono lì».

Infatti è ripartito con grande successo il suo programma radiofonico. Che novità ci sono?
«Questa non è la nuova edizione di "Viva Radio2". Semplicemente siamo ritornati in onda. Ci sono molti personaggi nuovi, come lo Smemorato di Cologno e il Principe Alberto di Monaco, ma ritroveremo ancora i miei Mike Buongiorno, Antonio Cassano, Camilleri. Sono ancora impegnato con la mia tournée teatrale "Volevo fare il ballerino", e così domani sarò a Firenze e da là trasmetteremo anche il programma».

La sua tournée è un successo, con i teatri sempre esauriti.
«Sì, perché se il pubblico non ti vede in tv ha desiderio di ritrovarti in teatro. L’estate scorsa all’Arena di Verona per due sere ho avuto 13.000 persone. Quando mai se facessi sempre televisione potrei riuscirci?».

E bravo Fiorello che come tutti i grandi non smania per essere in tv. Ma lei ha detto più volte di seguirla. Ha visto "Rockpolitik"? Che ne pensa?
«Che non se ne può più di leggere interviste dove ognuno dice la sua. Io so soltanto che oltre 12 milioni di persone hanno visto il programma di Adriano. Punto. Non c’è da discutere nulla. È stato un grande successo, ed è inutile dire "Ma, però, perì...". Si deve soltanto dire "chapeau" a Celentano. Accade spesso che tra gli addetti ai lavori se uno ha successo, si commenta "ah, sì, bello, però...". Mai che qualcuno si prenda la briga di dare a Cesare quel che è di Cesare...».