Fiorello: Micione Pigro
di ARIANNA FINOS
Fiorello presta la voce a Garfield, il gatto rosso
dei fumetti che è protagonista di un film da domani nelle nostre sale.
Eternamente sdraiato sul divano a guardare la tv e a mangiare le lasagne,
Garfield vede cambiare la sua vita quando il suo maltrattatissimo padrone decide
di adottare un cagnolino. Per Garfield la missione diventa liberarsene, ma si
ritroverà a salvarlo.
Per doppiare questo gatto infingardo, che
nell’originale ha la voce di Bill Murray, è stato chiamato Fiorello, una
vecchia conoscenza di Radio Capital.
"Come no! L'ho vista nascere. I mixer, i
primi microfoni. Io e mio fratello facevamo 'Prove tecniche di
trasmissione'..."
Fiorello, il doppiaggio per te è una vera
passione, è già il terzo film…
Sì, il doppiaggio mi piace da morire, l’avevo
già fatto, sempre per la Fox, in 'Anastasia' e poi per Dario Fo e il suo 'Joan
Padan'. Ma ogni volta che me lo propongono accetto, il doppiaggio è divertente,
e poi mia moglie è nel ramo. Quando ti propongono un personaggio tipo Garfield
allora ti mandano a nozze. Tra l’altro è un personaggio che mi somiglia, mi
rivedo tanto in questa gatto dalla pigrizia pazzesca e la battuta fulminante.
E’ un cartone animato divertente, un’ora e mezza che scorre e che in un
momento storico come questo può essere importante specie per i bambini. In un
momento in cui tanta violenza entra in casa con i Tg, è il caso in queste sere
di prendere i bambini e andare al cinema per un’oretta e mezza di svago.
E’ vero che ti hanno fatto bere litri di
bevande gassate?
Sì, dovevo doppiare la scena di un rutto.
Potevamo lasciare quello originale di Bill Murray, però non me la sono sentita,
ho detto: signori, il rutto voglio doppiarlo. Allora i primi li ho fatti
'nature', come si faceva a scuola da ragazzini quando si facevano le gare: si
cantavano intere canzoni, si declamavano poesie in questo modo. Poi, ad un certo
punto, non ce l’ho fatta: mi hanno fatto fare il pieno di bevande gassate e lì
ho fatto una compilation, se il microfono potesse parlare… però è venuta
benissimo.
Alla fine di 'Stasera pago io' avevi annunciato
una stagione da trascorrere sul divano alla Garfield…
Sì, facevo le prove generali. Per ora non mi sono
riposato granché. L’estate è dura da smaltire perché è ancora vacanza. Ma
in autunno mi tuffo sul letto tipo Buffon e mi metto a guardare la tv.
Ma ad ottobre non devi promuovere il suo nuovo
disco, “A modo mio”?
Eh già, c’è pure quello- Ho tanto da fare. Farò
tanta radio per promuoverlo. Posso venire da voi?
Ti mettiamo i tappeti rossi...
Vengo con lo zerbino e basta, lo zerbino salve!
Ma tu da ragazzino li guardavi i cartoni
animati?
Sì, ma io sono vecchiotto, ho quasi
quarantacinque anni, guardavo 'Gulp' e leggevo i fumetti, 'Soldino' e 'Nonna
Abelarda'. E poi tutti i fumetti dei supereroi della Marvel: l’Uomo ragno,
Devil, i Fantastici Quattro…
Sì, sono fatte molto bene. Però le emozioni che
mi davano quando ero bimbo erano diverse, molto diverse. Da ragazzino provavo ad
attaccarmi al muro, speravo che un ragno mi mordesse, quelle cose lì. Ma ero
davvero piccolo.
Al cinema tu hai girato un film che si chiama
'Cartoni animati'. La tua è una fissazione…
Sette anni fa. Non è andato molto bene, anche se
ho avuto l’onore di lavorare con Sergio Citti. Mi sa che il cinema non fa per
me.
Eppure ti sei divertito nel tour Usa per
promuovere 'Il Talento di Mister Ripley'…
Sì. Ma credo di non essere tagliato per il
cinema: sono troppo preso da me stesso per interpretare bene qualcun altro. E’
il mio limite. Già faccio tante cose. Perché strafare?
Hai detto “Il mondo fa schifo, ridete insieme
a me” ma a volte tu stesso non sei in difficoltà?
Mi sono posto questo quesito. Ad un
certo punto mi sono detto: ma perché ogni volta che succede qualcosa, guardi la
tv e senti certi discorsi, vedi certe facce di circostanza… e poi fai lo
stesso lo spettacolo? Come la violenza entra nelle nostre case, di diritto deve
entrare anche l’evasione. Non è che questo significa non essere sensibili o
solidali con le disgrazie del mondo. Però, se io faccio questo mestiere che
devo fare? Io preferisco farlo e credo che faccia del bene. Chi fa questo
mestiere non si deve sentire in colpa se canta una canzone o fa una battuta in
un momento in cui c’è gente che soffre e muore nel mondo. Da che mondo è
mondo, i giullari ci sono sempre stati, anche nelle guerre. Il nostro compito è
quello e quindi facciamo bene. Anzi, facciamolo meglio!
23 settembre 2004