Fiorello: Vi racconto la mia Valtur
Domanda:
Ciao Rosario, tu hai cominciato a lavorare in Valtur nel villaggio di Brucoli
nei primi anni 80..
D: Poi sei entrato a lavorare prima in cucina e poi nel bar, si narra che quando tu e un altro capo animatore soprannominato Maradona lavoravate al bar di Brucoli non si riusciva a fare lo spettacolo in teatro..
Fiorello:
No. Perchè al bar lo facevamo noi lo spettacolo...
Domanda:
E quindi il Capo Villaggio Enzo Liveri ti ha convinto a passare in
animazione....
Fiorello:
Si, Enzo mi ha convinto a passare in animazione, rinunciando ad 1 milione e
200.000 lire al mese che guadagnavo come cameriere per prenderne 220.000 al mese
come animatore. Però la
passione era troppo forte...
D:
Di te si raccontano ancora molti aneddoti, come quando nell’86 hai svuotato il
villaggio per andare a prendere un gelato a Ostuni con tutti i clienti...
Fiorello:
Veramente a Brucoli organizzavo le gite, trascinavo i clienti fuori dal
villaggio e li portavo tutti a casa mia, da mia madre. Lei apriva la porta e
trovava 50 clienti, impazziva ma si divertiva da morire, oppure quando ero a
Santo stefano portavo i clienti in escursione ed in mezzo della Piazza
all’isola della Maddalena cominciavo a fare lezione d’aerobica.
D:
Quali sono i ricordi più belli che porti con te dei tuoi anni nei Villaggi?
Fiorello: Purtroppo ne ho talmente tanti di 13 – 14 anni in Valtur che è difficile dirti un ricordo, so solo gli amici che ho lasciato, gli amici addirittura che se ne sono andati e non ci sono più, mi ricordo un tecnico, Piero Franceschini, che ha lavorato con me, che se ne è andato... i ricordi sono tanti, proprio tanti, è difficile per me ricordare un aneddoto, la vita Valtur che ho fatto io era così piena che ne ho tantissimi di aneddoti, non te ne saprei dire uno.
D:
Cosa consigli ai ragazzi che vorrebbero intraprendere una carriera o magari fare
solo un esperienza in Valtur?
Fiorello: Non si può fare questo lavoro pensando solo al fatto di fare la carriera per poi arrivare a quello che è successo a me. E’ sbagliato questo, chi vuole fare questo lavoro deve farlo per passione, perché deve pensare di volerlo fare per tutta la vita. Io pensavo di farlo per tutta la vita, non avevo un piano tipo “ora faccio qua perché voglio arrivare la”. Facevo questo perché mi appagava già alla fine dello spettacolo l’applauso; non dovevo aspettare nessun audience, ma finiva lo spettacolo , grande applauso, e c’era la stima dei clienti che a fine settimana mi dicevano “Ci hai fatto passare una bella settimana” Colgo l’occasione per dire soprattutto a chi lavora in Valtur e fa l’animatore di tornare un pò ad essere quelli che eravamo prima, cioè che privilegiavamo il contatto con il cliente a scapito dello spettacolo. Prima lo spettacolo serale non era la cosa più importante. Per noi la cosa piu importante era il casino durante il giorno, dalla mattina fino alla sera alle 3. E’ normale che noi non eravamo professionisti e magari lo spettacolo serale aveva delle pecche, anche perché non si può giudicare un balletto in Valtur fatto da velisti, da tennisti, e quindi bisogna puntare su quello che è l’animazione giornaliera.
D:
Spesso si parla degli spettacoli e dell’animazione nei villaggi Vacanze come
un qualcosa di frivolo, facile da realizzare. Cosa ne pensi?
Capita spesso, quando si vede uno spettacolo così così, che si dica che è uno spettacolo da villaggio Vacanze. Ogni volta che sento queste cose provo un dolore, dico che non è così, ma appunto per quello non bisogna puntare troppo allo spettacolo serale; bisogna farli ma con la goliardia che nasce tra l’animatore ed il cliente. Quando tu vedi il tuo migliore amico che fa una recita, anche se fa cag... ops scusate...tu ridi, gli perdoni qualsiasi errore, ma se invece punti solo su spettacoli forti la sera, a quel punto diventi giudicabile, diventi un professionista. La Valtur, però, non è professionismo e non deve essere professionismo ma è cuore, è entusiasmo, è goliardia, è gioco e tutto secondo me deve essere impostato su questo. Lo spettacolone bello bisogna farlo meglio che si può, ma è importante arrivarci già sicuri che ti faranno l’applauso perché sono tutti amici....Questa secondo me è la cosa basilare del’animazione
D:
Secondo te qual’è la magia di Valtur?
Fiorello: La magia di Valtur è inspiegabile, poi bisogna vederla da due punti di vista, da chi ci sta dentro e da quello dei clienti. La magia Valtur è il trascorrere 6 mesi di una stagione tutti insieme in un Equipe. Soprattutto, poi, il successo di un Villaggio viene decretato dall’unione che c’è in un Equipe e qui dipende dal Capovillaggio trovare il modo di tenere uniti tanti ragazzi. Poi c’è l’amicizia, il ritrovarsi dopo la stagione è magico. Una volta in una stagione ad El Kebir, ad ogni fine settimana dicevamo “Se siete stati bene con noi ci vediamo il 10 Ottobre a Roma in Piazza del popolo alle 9” per tutte le settimane. Il 10 Ottobre ci ritrovammo tutta l’equipe con tantissimi clienti, tanto che bloccammo Piazza del Popolo e finì addirittura sul giornale. Una cosa organizzata settimana dopo settimana. Quella è la magia della Valtur, con i clienti impazziti.
Se tu parli con uno che ha fatto El Kebir 85, e qui ne ho incontrato uno che si ricorda di quella stagione, ti dirà che è stato qualcosa di meraviglioso, anzi facciamo un appello tramite Internet; se ci sono clienti di El Kebir 85 che parteciparono a quella memorabile serata, scrivetecelo e fatecelo sapere. Mi ricordo che c’ero io capo animatore, Carlo Bellomo – attuale direttore Operativo Valtur- come capo sport ed Umberto Mauro come Capo Villaggio, una grandissima stagione.
D: Un ultima e semplice domanda: nostalgia dei Villaggi?
Fiorello:Sempre
ed in ogni momento. Un
sacco di volte quando mi trovo magari davanti ad un telecamera e sto facendo le
prove in televisione, molto asettiche, tento sempre di instaurare un clima da
Villaggio; è inevitabile, è dentro di me, anche quando faccio le vacanze è più
forte di me. Giro, parlo con la gente, vado per i tavoli. Anche i miei studi
televisivi sono sempre a forma di anfiteatro Valtur.
Valtur è la mia università.
La
redazione del sito Ringrazia Fiorello per la sua incredibile disponibilità e
gentilezza. Pensate
che ha concesso quest’intervista appena dopo essersi infortunato ad un torneo
di calcetto.
Grazie Fiorello