Fiorello: "Ora posso rivelarlo Anche il karaoke era guidato"

di Piero Degli Antoni

Dopo il caso Striscia-Bonolis, il celebre conduttore esce allo scoperto e confessa che anche il popolarissimo programma della Mediaset che lo ha lanciato.
* LA DENUNCIA - "Io non lo sapevo, ma la produzione in qualche puntanta inseriva un cantante di piano bar", dice Fiorello. "Li sentivo e mi dicevo: senti questo che voce.
* REALITY SHOW TAROCCATI - "Ero un fan del reality, ma mi hanno deluso", ammette ancora il presentatore-attore presto di nuovo in tv. "Meglio il varietà dove le ballerine sono vere e ballano sul serio"

MILANO, 18 gennaio 2004 - «Ora che sono passati tanti anni posso dirlo: neanche il Karaoke era del tutto trasparente».
Sono quasi dieci anni da quando venne registrata l'ultima puntata del programma che lanciò Fiorello. Ora, perso il codino, ma acquistate insospettabili doti di intrattenitore comico, Fiorello può raccontare la sua verità sulla tv taroccata. Interviene in diretta sulla polemica della settimana e lo fa con la consueta schiettezza. Per chi preferisce sentirlo dal vivo, si esibisce domani e martedì a Milano al Mazdapalace.

«Neanche il Karaoke era del tutto limpido. Siccome la produzione non poteva permettersi di avere in una puntata 5 o 6 persone che steccavano, ci infilava magari qualche cantante di piano-bar. Io li facevo cantare e pensavo: ammazza, senti questo come canta bene... Io naturalmente non ne sapevo niente. Bisogna anche tener presente che fu un programma di 500 puntate... L'ho scoperto molto tempo dopo. Mi è capitato anche con "Non dimenticate lo spazzolino da denti". Ho incontrato delle persone che mi dicevano: ti ricordi di me? E io: veramente no. Ma sì, sono quello che ha partecipato a "Non dimenticate lo spazzolino da denti"! E cosa facevi? E lui: Mi avevano detto di svuotare la casa per finta. Ecco come l'ho scoperto! Tutto avveniva alle mie spalle. Ma la gente non è stupida, e infatti il programma non funzionava».

Tra «Striscia» e Bonolis chi ha ragione? Ricordati della tua promessa: non sarò buonista.
«Non c'è dubbio: Striscia. Ha ragione sul fatto che ci sono dei concorrenti di Bonolis che non erano "normali". Bonolis, lui, magari neanche lo sa. Non voglio invece entrare nel merito delle questioni personali».

I programmi reality sono tutti taroccati?
«Io ero un fan del reality. Dell'"Isola dei famosi" non mi sono perso una puntata. Però quello che è venuto dopo non mi è piaciuto per niente. Tutti quei personaggi che erano ovunque, in onda dalla sera alla mattina, non se ne poteva più. E allora dico che il vero reality lo farò io quando farò il varietà. Visto che è tutta una finzione, allora meglio io che faccio finta di essere un cantante, un intrattenitore, un comico, un ballerino. Il reality dovrebbe essere realmente real e prendersi il rischio che gli ospiti non funzionino. Se non fa questo, allora viva il varietà dove le ballerine sono vere e ballano sul serio».

Secondo te il fatto che qualche concorrente di Bonolis fosse un figurante o un mezzo attore invalida il gioco?
«Eh be', gli spettatori pensavano che fosse gente scelta per la strada, che fosse tutto vero. Non si sa nemmeno se i premi li prendevano davvero. Ora però si sta esagerando. Adesso si assiste alla litigata tra Bonolis e Striscia, è come quando qualcuno fa una rissa per strada. Cosa succede quando due litigano in strada? La gente si ferma a guardare.
Per questo mi chiedo sempre più spesso: ma cosa ci vado a fare in tv?».

Buona domanda: cosa ci torni a fare in tv?
«Spero che la gente si stanchi e voglia vedere un programma normale come il mio, senza taroccamenti. Vivo la stessa situazione che ho già vissuto col primo "Stasera pago io". Allora venivo dopo il primo "Grande fratello", e ricordo che la De Filippi mandava addirittura in onda le scritte: "Sta per arrivare Taricone"! Io arrivai col vecchio varietà con la gente che canta e balla e credo di aver avuto successo perché la gente pensò: della gente che canta e balla? Finalmente, non ne vedevo da un paio di mesi... Ormai la gente comune è dappertutto, è ospite in qualsiasi trasmissione. Siamo noi professionisti che non riusciamo più ad andarci».

Cosa vorresti scrivere sulla carta di identità?
«"Uno che intrattiene il pubblico"».

Ormai sei stato battezzato come comico.
«Se vedi la gente che ride quando parli, allora si vede che sei un comico. Il teatro mi piace perché puoi improvvisare, aprirti alle situazioni anche impreviste. A Bari per esempio ho scherzato 40 minuti con un signore della prima fila. Alla fine gli ho chiesto: che mestiere fa? E lui: sono il questore di Napoli. Ad Ancona avevo il microfono con un filo lunghissimo, che a un certo punto è caduto giù dal palco addosso a un signore. Allora gli ho chiesto: scusi, me lo srotola? Tutti giù a ridere, anche se io non avevo colto il doppio senso. Poi gli ho chiesto chi era, e lui: sono il questore di Ancona. Al Sistina c'era Baudo e l'ho fatto salire sul palco, gli ho fatto suonare le tastiere Yamaha. Bellissimo! E non se ne voleva più andare... Per questo dico: ma perché devo tornare in tv? Io ho un monologo di 16-17 minuti: in tv lo devo ridurre al massimo a 5. Uno scempio».

Festival di Sanremo prossimo venturo: che ne pensi?
«Bene. Tutti, compresi i critici musicali, hanno sempre detto: basta coi soliti cantanti sanremesi. Adesso non ci sono più. Ma la vincitrice annunciata è una sola: Simona Ventura. Anzi, già mi vedo il primo titolo del dopo-Sanremo: La vera vincitrice è Simona. Garantito».

Una battuta sulla Parmalat.
«Be', era facile capire che in casa Tanzi le cose andavano male. Prima di Natale, nel presepe la mucca già l'avevano fatta sparire...».