L’irresistibile ascesa di Fiorello e Baldini
La trasmissione che conducono in radio è un cult. I cd che ne raccolgono il meglio vanno a ruba. Quando poi, senza preavviso, decidono di comparire tv, registrano ascolti record. Ma qual è il loro segreto? Sorrisi di questa settimana cerca di scoprirlo dedicando al duo la copertina e una lunga, esilarante intervista. Ve ne proponiamo alcuni frammenti audio, assieme alla trascrizione integrale dell'incursione televisiva dell'8 ottobre
di Aldo Vitali
Questa che state per leggere è una puntata speciale di «Viva Radio2», l’ormai famosissimo e seguitissimo programma radiofonico di Fiorello e Marco Baldini. Una puntata realizzata solo per Sorrisi. Sono le 9,45 del mattino e negli studi romani di via Asiago 10, Fiorello e Baldini indossano la cuffia, si avvicinano al microfono e anziché collegarsi attraverso Radiodue con milioni di italiani (come fanno ogni giorno dalle 13,40), sono al telefono con Sorrisi. E chi dice che per gli uomini di spettacolo la mattina non esiste, beh, qui avrà una spettacolare smentita.
Buongiorno Fiorello, buongiorno Baldini. Prima di tutto, complimenti: non vi facevo così mattinieri.
Fiorello: «Volendo, io ero pronto anche alle 6. A quell’ora sono sempre al Bar Tom, il baretto sotto casa, con i miei amici: ci sono l’avvocato, il pensionato e c’ho anche l’edicolante che mi fa tutte le mattine la rassegna stampa: “A Fiòre, oggi stai sur Corriere, sur Giorno, sur Tempo…”. Si chiama Cesare, anzi Scèsare».
Queste sveglie sono dovute alla bambina…
Fiorello: «No, poverina, lei non c’entra, non diamo sempre colpa ai neonati».
Baldini : «Anzi, è lui che sveglia la bambina».
F: «Mia moglie mi dice sempre: vuoi lasciare stare Angelica? E anche la piccolina, quando ciuccia, mi guarda con gli occhi storti come per dirmi: minc*** papà, smettila di rompermi. Già si esprime in siciliano. E anche mia moglie s’arrabbia. E con tono duro mi fa: “La vuoi la-scia-re-sta-re?”. Comunque, anche Baldini, pur senza neonati, è mattiniero».
B: «Sì, ora che siamo anziani si dorme molto meno».
F: «Ma prima di cominciare, possiamo fare il nostro personale saluto al nuovo direttore di Sorrisi, Umberto Brindani?».
B: «Benvenuto Brindani, brindiamo a Brindani!».
F: «E salutiamo anche l’ex direttore Massimo Donelli. Ora è direttore di Canale 5, ma anche se è passato alla concorrenza resta un amico».
Vi ha già fatto un’offerta per passare dalla Rai a Mediaset?
F: «No, ci ha soltanto fatto i complimenti per il successo della nostra apparizione a sorpresa su Raiuno».
B: «E ci ha detto: “Mi raccomando, non fatene più!”».
Già, perché vi hanno visto in più di 8 milioni. E tanti non lo sapevano, sennò ci sarebbe stato un ascolto ancora più alto. Avete per caso in mente di passare alla tv?
F: «Faremo qualche incursione a sorpresa. Stavolta il pretesto era lanciare il programma alla radio. Ci vuole un’occasione speciale».
B: «Se per esempio mi nasce un figlio, la facciamo».
Si parla di una decina di incursioni.
F: «Una la faremo a maggio, per la fine del programma alla radio».
B: «Le altre, non le diremo a nessuno».
Ma insomma, la notizia è che finalmente Fiorello torna in tv.
F: «Sì, questo possiamo ammetterlo. Ma davvero non sappiamo quante incursioni faremo. Penso che non sia essenziale la quantità per fare delle cose belle e divertenti. Certo, avremmo potuto metter su un varietà...».
B: «Sai da quanti anni ce lo continuano a chiedere...».
F: «Penso però che questo esperimento su Raiuno sia la strada giusta, un occhio alla tv e un orecchio alla radio».
B: «Faremo un programma tv ispirato alla radio».
F: «Oh, non è che ci siamo inventati niente, l’ha già fatto Arbore con “Quelli della notte”».
Perché la radio affascina così tanto le star della tv? Anche Gerry Scotti, per esempio, su R101…
F:«È il ritorno alle origini, siamo nati lì. In radio ci si sente veramente se stessi».
B: «La radio è un mezzo individuale, tu parli direttamente a una persona, a uno che si fa la barba, a uno che guida… La tv invece è una platea, come succede con il teatro o il cinema».
F: «Mentre ascolti la radio puoi leggere, fare qualsiasi cosa…».
BB:«Meglio non specificare che cosa…».
F: «Anche in due…».
B: «La radio è l’unico elettrodomestico che si usa da tutti e quattro i lati, non solo dal lato davanti come succede con il televisore».
F: «Ma bisogna stare attenti, ora i disoccupati della tv dicono: “Alé, annàmo in radio!”. Sembra facile, ma non lo è».
B: «Gerry c’è nato in radio».
F: «Lui sì, ma la gente non è che ti ascolta perché sei uno della tv.».
B: «Pensa, nella radio dov’ero io agli inizi, Radio Fantasy a Firenze, c’erano Carlo Conti, Panariello, Pieraccioni…».
FF: «Invece a Radio Master Sound, ad Augusta, c’erano con me Gianni Macchia, Enzo Patarìa, tutta gente col doppio lavoro...».
B: «Un tempo c’era il disc-jockey che faceva l’impiegato delle poste, il tecnico del suono che in realtà era un carrozziere…».
F: «... e lasciava tutto il grasso sugli strumenti!».
L’altra sera in tv avete detto: noi non siamo comici ficcanti. Però per esempio avete fatto battute sulla Finanziaria, sul cuneo fiscale che diventa cetriolo fiscale…
F: «Noi non siamo ficcanti, noi non ficchiamo mai».
Invece sì: e pur prendendo in giro tutti non siete considerati cattivi o rissaioli. Persino le vittime delle vostre parodie non se la prendono. Com’è possibile?
B: «Qui devo rispondere io e non per fare il ruffiano: il merito è del ragazzo che ho davanti, che anche quando prende in giro nella vita normale, magari ci va giù pesante, ma poi dice subito “nooo, dài, scherzo”».
F: «Si fa per ridere, non per far arrabbiare la gente. Sarebbe bello tentare un esperimento: mettere le nostre battute in bocca a comici più blasonati…».
Più blasonati di voi?
F: «… diciamo allora a comici notoriamente più ficcanti. Proprio le stesse identiche battute. Se per esempio il cetriolo fiscale lo metti in bocca a…».
B: «Beh, mettere il cetriolo fiscale in bocca a qualcuno…».
F: «A Daniele Luttazzi, per esempio: avrebbe un effetto più dirompente, mentre con me e Baldini, col papillon e il sorriso sulle labbra, (perché noi ridiamo spesso) l’effetto è diverso».
B: «È lo spirito con cui lo facciamo».
F: «Noi lo facciamo per ridere, altri magari per colpire».
B: «Noi non abbiamo cattiveria dentro».
F: «Diciamo che siamo anche un po’ qualunquisti».
Non si arrabbiano le vittime, e nemmeno quelli più realisti del re che stanno attorno alle vittime. Le associazioni cattoliche non si sono arrabbiate per le vostre battute su Papa Ratzinger, per esempio.
F: «Infatti è andato tutto liscio».
B: «Vedere il Papa che si fuma tre pacchetti di sigarette per essere solidale coi turchi, dài…».
F: «Io credo che la religione debba significare soprattutto sorriso, il sorriso è sempre positivo».
Qualche vittima però si sarà pure arrabbiata.
F: «Sì, due persone, ma non faccio nomi. Potevamo anche andare avanti, ma a me dispiace sapere che uno ci resta male se gli faccio la parodia, con la sua famiglia che si arrabbia. Così ho smesso di prendere in giro chi si è offeso».
Fabrizio Del Noce è una delle vostre vittime preferite...
F: «Sì, è vero, ma lui si diverte come un matto».
Con lui siete ficcanti.
B: «Molto ficcanti».
Barbara Palombelli si è arrabbiata quando ha sentito la sua imitazione?
F: «Scherzi? Quella non vede l’ora…».
B: «Davvero!».
F: (imitando la voce della Palombelli): «Ec-cocì, siamopron-tì, afàre l’intervi-stà a una scrittri-ce giovanis-simà...».
B: «Chi è?».
F: «Fernàn-da Padà-no».
B: «Pivano, Barbara, si chiama Pivano».
E siete così buoni, che avete fatto la pace con Fabio Fazio.
F: «Io ho detto quello che pensavo in un momento di arrabbiatura, il giorno dopo, a mente fredda, ho capito che avevo esagerato. Non ho rinnegato quello che pensavo (che Fazio temeva di perdere ascolti a causa dell’incursione su Raiuno, ndr), ma il tono e il modo erano sbagliati. E ho chiesto scusa».
B: «Fazio ha detto che non è facile trovare gente che chiede scusa».
F: «Mi ha invitato alla sua trasmissione, probabilmente andrò a trovarlo».
Anche Baldini ci andrà?
B: «No, solo Fiore, ci deve andare lui».
Come alla radio, anche su Raiuno avete rappresentato un tipo di tv che - non so se vi piace l’aggettivo - si potrebbe definire una tv gentile.
B: «Bell’aggettivo».
F: «Gentile come Ace Gentile, toglie le macchie senza rompere il vestito».
E incredibilmente riuscite a piacere anche ai giovanissimi: il vostro è un raro caso di programma che genitori e figli adolescenti seguono insieme.
F: «È difficile accontentare i pischelli, sono il pubblico più difficile. Si annoiano subito. Io vivo con Olivia, la figlia di mia moglie, che ha 14 anni. Per lei è tutto vecchio. “Puah, che vecchi che siete”, dice continuamente».
B: «A 30 anni ti considerano anziano».
F: «E pensare che Baldini e io, ai tempi di Radio DeeJay e di Deejay Tv, eravamo i “gggiovani”, facevamo quelle robe tipo “Brand new”, come fa oggi Mtv».
B: «Eravamo i Maccarini e i Bossari di allora...».
F: «Ma che dici, Baldini? Quelli sono già considerati vecchissimi!».
E mentre voi praticate la tv gentile…
F: «Delle volte diciamo cose terribili».
B: «Vabbè, basta non litigare, come dice la mamma».
… ci sono le risse in tv che fanno ascolti, come è successo nello scontro tra Sgarbi e la Mussolini.
F: «Si parla sempre di brutta tv, ma la brutta televisione, mi dispiace dirlo, la fa il pubblico: i dirigenti vedono che gli ascolti si impennano quando ci sono le risse, perché la gente è curiosa. Quindi dicono: su, rilitigate!».
B: «Quando vedi due che litigano per strada, si forma subito il capannello».
F: «Quando l’ascolto diminuirà durante le liti, le liti spariranno dalla tv. Ma per ora Sgarbi e la Mussolini valgono un varietà».
Quanti televisori avete in casa?
B: «Tre: uno per me, uno per la mia donna e uno per i tre gatti».
F: «Io quattro, ne ho messo uno anche in bagno».
B: «Sai quanti gol mi sono perso perché dovevo andare in bagno!».
F: «Io no, io c’ho MySky, schiaccio il tasto della pausa, faccio la pipì e torno a vedere la partita da dove l’ho lasciata».
B: «E col decoder di MySky i giocatori si fermano mentre fai la pipì?».
F: «No, la partita intanto continua. Infatti certe volte sento esultare quelli del piano di sopra per un gol mentre io vedo ancora la palla a centrocampo».
È vero, Fiore, che farai un film con Mike Bongiorno?
F: «Ce lo hanno proposto dopo aver visto i nostri spot. Mike ha detto che siamo come Stanlio e Ollio. Vedremo».
Che cosa pensate della censura (per violazione della privacy) al servizio delle Iene sui parlamentari che si drogano? Un terzo di loro, pare, lo fanno.
F: «A me questa cosa fa veramente incaz*** perché se si trattasse di un personaggio dello spettacolo oggi sarebbe su tutti i giornali».
B: «I politici no. Loro sono garantiti».
F: «Quando è successo a Lapo Elkann, della privacy non glien’è fregato proprio niente a nessuno. Come tutti sanno, anch’io anni fa ero sulla bocca di tutti per i miei problemi, ma i giornali se ne fregavano della mia privacy e anche il garante».
B: «I politici, invece, hanno pensato di coprirli».
F: «Abbiamo un deputato su tre che si droga!».
B: «Ora si capisce perché fanno certe scelte».
F: «Perché se si droga uno sportivo o un attore non si parla di privacy? Buttiglione ha detto: “Non infanghiamo la politica!”».
BB: «Macché infangare, bisognerebbe dire: che brave le Iene! E prima di farli entrare in Parlamento, bisognerebbe usare la provetta».
F: «Basta, Baldini. Meglio fermarci qui. Sennò diventiamo troppo ficcanti. E poi dobbiamo preparare la puntata di oggi di Viva Radio2».
Peccato, vi avrei ascoltato per ore.
F: «Fra poco andiamo in onda, puoi sentirci lì».
B: «Ma prima di salutarci, devo fare una domanda io: non vorrete mica pubblicare su Sorrisi la foto in cui io sbuco dalla pancia di Fiore?».
Beh, veramente sì. Perché? Avete qualcosa in contrario?
F: «Baldini, lì sembri Alien!».
B: «Sembro la cistifellea di Fiorello!».
Niente sigla, questo «Viva Radio2 - Speciale Sorrisi» finisce qua. Grazie ragazzi. E scusate se per iscritto non è possibile rendere come meriterebbero le imitazioni e tutta l’esilarante colonna sonora di questa intervista. Ma se a qualche lettore quello che ha letto non basta, può ascoltare alcuni estratti della chiacchierata grazie, ragazzi, anche per averci dato il permesso). E continuare a ridere con l’umorismo (gentile) di Fiorello e Baldini.