Offre Fiorello

Prima la gloriosa "Serie B" nei villaggi turistici, quindi la promozione in serie A con il Karaoke, il Festivalbar e gli spettacoli con Costanzo, e adesso sei in Coppa dei campioni: ce la farai a vincerla?
Più che vincere, vorrei offrire al pubblico un bel gioco, di quelli che divertono, risultato a parte. Un fatto è certo: mi sono allenato con un impegno totale!

Sinora soltanto tre tuoi colleghi hanno avuto il privilegio di esser celebrati dalla Tv con uno spettacolo a puntate: Gianni Morandi, Adriano Celentano e Renato Zero, tre personaggi sulla breccia da quasi quarant'anni che potevano pescare in un repertorio supercollaudato. Tu, invece, sei sulla scena da molto meno...
Loro avevano una "dispensa" piena di provviste accumulate negli anni, mentro io dovrò attingere al mio presente, il che, devo dire, è anche stimolante. Comunque mi sento tranquillo: questo spettacolo l'ho collaudato in piccoli teatri di provincia, e il pubblico ha risposto con entusiasmo...

Come avversaria avrai Maria De Filippi che, con C'è posta per te, è stata spostata dalla domenica al sabato sera proprio per darti fastidio. Ti fa paura uno scontro così?
Oggi la Tv è reality show, diverte con le lacrime, stupisce con verità più o meno manipolate. Io proverò a divertire. Certo che Maria è un'avversaria tosta!

Com'è composta la tua squadra?
Lo spettacolo, oltre che da me, è scritto da Giampiero Solari, Claudio Fasulo, Riccardo Cassini e Sergio Rubino. Il cast fisso è composto da una specie di famiglia siciliana formata da Andrea Tindona, che nel film I cento passi era il pittore comunista, da Santo La Macchia, un giovanissimo animatori di villaggi turistici che mi ha ricordato il tempo dei miei esordi, da Tommaso Accardo, che nello spot televisivo che ha imperversato per tutta l'estate impersonava mio nonno. E poi c'è la bellissima top model Kartika Luyet, la ragazza di uno spot della Fiat che quest'estate era "aggredita" sulla spiaggia da petulanti granchietti e che in questi giorni è di nuovo in video con lo stesso spot, solo che i granchietti adesso spuntano da sotto la neve. Insomma, un gruppo di amici che mi hanno confezionato un vestito su misura. L'hanno fatto benissimo e io mi sento molto... elegante!

La verità sul tuo "gran rifiuto" di presentare Sanremo: paura di essere il valletto della Carrà, prudenza giustificata da un impegno pericoloso come il Festival, o altro ancora?
Rinunciare a presentare il Festival è stato per me oggetto di lunghe meditazioni, poi ha prevalso un gran senso di responsabilità nei confronti del mio show, che finirà a metà febbraio e quindi mi avrebbe tenuto lontano dagli impegni che, già dai primi di gennaio, Sanremo richiede.

Non ti mancherà un pò il Festivalbar?
Sicuramente. Però io con la Rai non ho un contratto a lunga scadenza. Vedremo cosa mi proporrà in futuro, poi deciderò se restare in viale Mazzini o tornare su quelle meravigliose piazze d'Italia.

Hai compiuto quarant'anni nel maggio scorso: com'era Fiorello da piccolo? Pensava già al mondo dello spettacolo?
Pensavo solo a divertirmi. Poi c'è stato un incontro fortunato con Claudio Cecchetto e proprio da lì è partito tutto!

Insieme ai tuoi familiari, tua sorella Catena per prima, tu costituisci una specie di azienda a conduzione familiare. Vantaggi e svantaggi di lavorare "in proprio"...
Il vantaggio grande è quello di avere al fianco qualcuno di cui ti fidi, mentre, se così si può definire, lo svantaggio è quello di continuare a parlare di lavoro anche fuori orario.

In Tv ormai sei arrivato al top. Qual è il tuo prossimo traguardo?
Creare una famiglia tutta mia. Una famiglia che peraltro c'è già: con la mia compagna Susanna e con sua figlia Olivia, che ha sete anni, e per me è già più che una figlia. Addirittura, è la mia consulente privata per le cose che piacciono ai bambini, perché è lei che mi tiene al corrente sul mondo dell'infanzia, dai Pokemon a Paperino.

Fermiamoci ancora un attimo sul prossimo Festival di Sanremo: scorrendo l'elenco dei tuoi colleghi in gara, sei riuscito a farti un'idea di chi potrà vincerlo?
Sanremo spesso ti spiazza, con vincitori decisamente a sorpresa: ricordi il Festival del 1995? Ci andai come vincitore annunciato e, invece, non successe proprio niente. Però non mi lamento: a distanza di anni, adesso dico che è andata bene così, le vendite del disco mi hanno ripagato della delusione, visto che nella gara mi piazzai solo quinto!

Fiorello e il cinema: sembrava che dopo aver partecipato al film hollywoodiano Il talento di Mister Ripley ti si fosse spalancata davanti una nuova carriera, e invece...
Invece per un po' non sono arrivate buone occasioni e, quando ho avuto proposte interessanti, che mi piacevano, ero già impegnato in altri lavori.

Come interpreti il titolo del tuo show?
Stasera pago io è un invito a passare una serata insieme, miei ospiti graditissimi, ma anche uno stimolo a mettermi in gioco. In ogni caso, il conto arriverà a me: stavolta offro io!