Ritorno alle origini. Con vernacolo

Di Gaia Sciacca

"Nun m'addumannassi cosi steusi, pi favuri...". Ride di cuore, Saro Tindaro, il Fiorello mediatico per intenderci, mentre si concede una breve pausa dalle prove prima dello spettacolo a Barletta. In attesa che approdi a Taormina venerdì prossimo.
Su e giù da un palco, verrebbe da dire, se non fosse che ai bagni di folla estivi c'è più che abituato, dopo aver indossato i panni di guru del karaoke e gran sacerdote del Festivalbar.
Da giugno in giro per l'Italia con "Stasera paghi te", pensato, come lo stesso titolo suggerisce in modo neanche troppo sibillino, sulla base del quasi omonimo spettacolo televisivo della socrsa stagione, ha macinato chilometri e sold out, a suon di gaga e musica, cabaret e canzoni, trascinate in un vortice in cui l'improvvisazione, e dunque l'inatteso, è l'unica vera costante.
Vulcanico Fiorello...
"Ce ne ho messo di tempo per fare in tv esattamente quello che mi piace, quello che mi frullava in testa - spiega - e adesso, una volta che ce l'ho fatta, questa bella idea chi la molla più? Ecco perché il mio format (che poi format vero e proprio non è, visto che si sviluppa sul gioco di improvvisazione, condito da grandi, grandissimi ospiti) riapparirà in marzo. Stasera pago io due. La vendetta. Suona bene, no?".

- E tanto per restare in argomento, parliamo di "sacchetta". Lo sa che a Taormina c'è ressa per i biglietti del tuo show?
"Ah, non tocchiamo questo tasto... Mia mamma è di Giardini, papà di Letojanni, basta fare due più due per capire che questa data ci sta massacrando la famiglia! Il telefono è impazzito, tutti che chiamano per un biglietto omaggio, per un posticino gratis... vaglielo a spiegare che non mi pagano in percentuale sulle vendite al botteghino (figurarsi, come si fa, siamo un esercito), e che c'è un cachet, e basta. Quindi gli organizzatori guadagnano solo sullo sbigliettamento. E perciò ingressi di favore zero. Niente. Nisba.
Ma gli amici non si arrendono, continuano a chiamare dai miei.
L'altra sera ho sentito mia madre, mi diceva, Ma cu tu fici fari...".

- Appunto.
"Non scherziamo con le cose serie. A Taormina credo proprio che farò cose mooolto diverse dal resto della tournée. Intanto ci sarà parecchio dialetto, anche se io per principio non ci rinuncio neanche quando vado in scena a Varese... e poi altre due tre cosette che è inutile che mi domandi tanto la sorpresa non ve la voglio levare!".

- Allora parliamo di sorprese catodiche. Cosa bolle in pentola per la stagione invernale?
"Il tour estivo, praticamente il mio primo in teatro, si chiuderà in due grandissimi spazi: lo Smeraldo di Milano il 13 e 14 settembre, e poi il Sistina di Roma, il primo ottobre. Da lì a poco, una quindicina di giorni appena, partirò con un programma su Radiodue con Marco Baldini, vecchio (si fa per dire) compagno d'avventura a Radio Deejay. In tivù invece non mi si vedrà per nulla almeno fino alla primavera".

- Nemmeno un'apparizione lampo per Sanremo? Suvvia, non ci lascrai orfani tutto questo tempo?
"Eh eh, poi quest'anno all"Ariston c'è Pippo! Ma lo sapete che è già al lavoro? Sta scrivendo i testi di tutte le canzoni (ride)... A parte gli scherzi, sono contentissimo per lui, gli ho telefonato il giorno dopo la notizia per fargli i complimenti, è giustoche la ruota giri bene per tutti. Soprattutto per lui, che stava attraversando un periodo difficile. E' bello vederlo di nuovo nella mischia, a rimettersi in gioco".

- Anche nell'era del Grande fratello? Non è che il gioco sia cambiato del tutto?
"No, non direi. Anzi. L'anno scorso eravamo tutti preoccupati, io e Giampiero Solari in testa, che dello spettacolo è il regista e infatti sta curando anche la versione estiva. Ci dicevamo, chi ci starà a vedere dopo l'ambaradàn combinato da questi qua, che ogni volta che escono allo scoperto fanno impazzire l'Auditel?
Non ti dico lo spavento della vigilia. E invece è accaduto quello che nessuno si aspettava. Ci fu la reazione all'inverso, il ritorno al caro vecchio varietà, che infatti gode di ottima salute. Ecco perché Stasera pago io arriva a marzo: tutti belli trifolati, stufissimi delle grandiose novità autunnali, invernali, eccetera eccetera. Insomma sì, (e ride di nuovo) li prendo per stanchezza".
Ma sì, laschimoglielo dire. Tanto, chi ci crede?