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Fiorello è la voce di Garfield
"Il mondo fa schifo ridete"
Iperattivo
come sempre, lo showman sarà nei cinema
da venerdì e a ottobre lancerò il nuovo disco "A modo
mio"
"Ai bambini direi un sacco di bugie: studiate, non fate
disperare
i genitori, non state sempre davanti alla televisione.
Fatto?"
GINO CASTALDO
PALERMO - Su una bellissima veranda di un albergo che guarda vero il
mare, Fiorello beve un caffè dopo l'altro e firma autografi. Sono le dieci di mattina, ma lui è già al lavoro dalle sette e mezzo.
"Se fossi una rockstar l'intervista l'avremmo fatta di notte. Pensa
intervistare Vasco Rossi a quest'ora". Da venerdì prossimo migliaia di
bambini potranno vedere nelle sale di tutta Italia Garfield, il gatto lazzarone
e scansafatiche, con la voce di Fiorello. Ai primi d'ottobre uscirà anche A
modo mio, un disco di cover, annunciato dal singolo La città vuota.
Fiorello, ma lei non sta mai
fermo?
"Al contrario. A me le idee mi vengono per lavorare il meno possibile. Per
l'ultima pubblicità che mi hanno commissionato ho pensato: perché non
immaginiamo che io sono sparito e tutti mi cercano? Anche per il video di Città
vuota, ho detto: pensiamo a una ripresa di me che canto, normale, e poi c'è una
famiglia anni '60 che mi vede in televisione. Tutto lì. Adesso parlerò con la
Rai, voglio il video in prima serata, visto che mi hanno messo in replica
praticamente tutte le sere. Almeno questo me lo devono".
Certo, con tutte le
notizie che arrivano non deve essere facile arrivare su un palco per far
divertire la gente...
"Mi sono reso conto che questo è il nuovo modo di vivere, anzi di
convivere con la cosa più brutta del mondo, che è il terrorismo, nessuno è al
sicuro, neanche stando chiusi a casa, e comunque mi è successo di interrompere
lo spettacolo, il giorno delle torri gemelle, anche la sera dei fatti di
Nassiriya. Ci sono momenti particolari, ma il fatto è che come entra di diritto
la violenza allora deve entrare di diritto anche l'evasione alla violenza.
Arriva la notizia brutta? Voglio entrare pure io che ti faccio ridere. Ora c'è il film Garfield:
genitori prendete i bambini e invece del Tg una volta fategli vedere un film
divertente. È semplicissimo, senza pretese, c'è Garfield che rutta e i bambini
rideranno un sacco. Ho ruttato un sacco. Mi daranno il David di Donatello per il
rutto su Garfield, a me piace, quando ero ragazzino contavo, dicevo le poesie,
Garfield fa un rutto che gli trema la bocca".
A dire il vero il suo doppiaggio è quasi irriconoscibile.
"Se ci sto attento e metto in pratica le regole della dizione, chiudo le
"o", dico tutte le finali, le "c" giuste, è già un'altra
voce, anche perché gli americani non volevano che si desse una voce troppo
gattesca, per non fare Gatto Silvestro. Bill Murray nella versione originale ha
una voce calda, seria, tranquilla, anzi io gli ho dato un po' più di volume. Mi
sono divertito da morire a farlo. Ci abbiamo messo due settimane, e poi i giorni
seguenti continuavo a parlare come Garfiled, ormai mi ero impostato".
Ma non è la prima volta?
"No, ho già fatto Anastasia con la cantante Tosca e poi feci con Dario Fo
Johan Padan, ci ho lavorato con lui che mi diceva come fare il bergamasco, mi
ricordo al festival di Venezia, stavamo in tribuna in alto e dopo tutte le
premiazioni, c'era Marzullo che avrebbe dovuto annunciare la proiezione del
film. Marzullo si dimenticò e la gente cominciava a uscire. Franca Rame attaccò
a urlare: Marzullo, testa di c.., Dario Fo uscì fuori, tolse le transenne e
fece entrare tutta le gente che aspettava fuori. Fantastico!".
E il disco in uscita? Riproduce quello che ha cantato nel programma
televisivo?
"Quattro pezzi li ho lasciati live, presi direttamente dal programma. Poi
altri li ho registrati ex novo, Via con me di Paolo Conte, Piazza
Grande, e poi ci sono altri pezzi, come L'appuntamento, che
nel programma neanche c'erano. Però nei miei confronti c'è una sorta di? come
dire... quando le cover le fanno gli stranieri va tutto bene le mettono tutte le
radio, ma siccome sono io, che faccio la televisione, non so come andrà con le
radio".
Ma lei il cantante l'ha già fatto...
"Questo è vero però le radio fanno fatica a pensarmi come cantante. In
fondo a Isoradio mettono anche la canzone di Heidi, potrebbero passare anche il
mio disco. Ma spesso c'è il tipico provincialismo italiano. A me non me ne
frega niente. Non mi interessa vendere dischi per forza, sto bene come sto. Lo
faccio perché mi diverto, ma c'è una forma di snobismo nei confronti di chi fa
televisione. Sono sicuro che se facessi un disco dance, col nome di "El
comanchero", come si usava negli anni Ottanta, prodotto da Billy Gloves,
mixed by Ron Clang e sotto come base schtump?schtump, allora lo
passerebbero tutte le radio. Magari un giorno lo faccio. Anzi in un certo senso
l'ho già fatto. Ai tempi di Radio Deejay ho inciso un pezzo alla Battiato, il
testo faceva così: "che ne sanno le aringhe nubili dei riti dei merluzzi
baltici, all'ombra del terzo millennio" e così via, poi partiva una strofa
in latino, lo mandammo in onda senza dire nulla. Un giorno a Catania incontrai
Battiato all'aeroporto, e mi disse incavolato: "la gente mi chiama e mi
dice: hai fatto un pezzo nuovo, ma io non ho fatto nulla, cosa hai
fatto?!!""
Ma c'è qualcosa di
Fiorello che assomiglia al gatto Garfield?
"Qualcosa? Tutto, quando ho visto il film ho detto ma questo sono io. Io
sono pigro, pigrissimo".
A vederla nel programma televisivo non si direbbe?
"È perché io do tutto lì, mettimi sul palco e ci sto anche tre ore. Ma
il mio ideale è il nulla: casa, divano anatomico, telecomando, io non farei
niente, ozio per ozio dente per dente, a me mi fa fatica fare la valigia,
viaggiare".
Per chiudere, cosa direbbe Fiorello-Garfield ai bambini che andranno a vedere
il film?
"Direbbe un sacco di
bugie del tipo: studiate, non fate disperare i genitori, non state sempre
davanti alla televisione e, soprattutto, non ruttate. Fatto?".
(22 settembre 2004)