«Farei Sanremo con la Ferilli, sono fidanzato e attraverso un momento magico»
Un simpatico presuntuoso
Fiorello oggi a Sassari e domani a Cagliari con lo spettacolo “Stasera paghi te” Tre ore di canzoni e imitazioni, un’orchestra di undici elementi e l’amico Tommaso

Fiorello è come il gatorade, una botta di energia allo stato puro. Dice che parlare lo stanca, che gli va via la voce, poi ti travolge con una cascata di parole e non si ferma più. Il talento di mister Rosario Tindaro, nato vicino a Siracusa 41 anni fa, è un concentrato di simpatia, autoironia e sana normalità. E sarà così - promette - anche nel suo spettacolo, che farà tappa stasera a Sassari all’Ippodromo alle 21,30 e domani a Cagliari all’Anfiteatro romano alle 21. Forse è una facciata ma il divo tv, quello a cui perfino Celentano si inchina, non se la tira neanche un po’.

Enzo Biagi l’ha definita «salvatore della patria», c’è da sentirsi lusingati.

Sicuramente, e quando mi hanno detto che mi voleva intervistare a “Il fatto” non ci credevo. Forse ha esagerato ma quello è stato un momento magico, lodi da tutte le parti, ho faticato a stare coi piedi per terra.

Dai villaggi turistici alla prima serata su Raiuno: quanto tempo è passato?

Dieci anni.

“Stasera paghi te” è la sua prima tournée teatrale, com’è lo show?

Dura quasi tre ore, c’è un’orchestra di undici elementi, il mio amico Tommaso, un racconto che parte da quando lavoravo in un bar, canzoni, imitazioni e, vento permettendo, anche proiezioni.

A Como, a sorpresa, Celentano è salito sul palco e si è messo a cantare, erano anni che non si esibiva dal vivo. Ha debiti nei suoi confronti?

No, ci mancherebbe, evidentemente gli sto simpatico. È venuto a vedere lo spettacolo, ha sentito la musica e non ha resistito alla tentazione. Lo capisco, sarebbe capitato anche a me.

Chi condurrà Sanremo l’anno prossimo?

Ancora è presto per dirlo, non ci sto pensando. Sanremo è tostissimo, e come sostiene il mio produttore, è come un mulino, comunque ti muovi ti infarini.
È un rischio enorme per la carriera, puoi rovinare tutto in un attimo.

Lei ha detto “accetterei di fare il festival ma da solo, proponendo tanto divertimento e tanto show”: fa miracoli?

No, ma credo che da solo, con una struttura classica, potrei esprimermi al meglio: presentatore e casomai una bella donna al mio fianco. Penso a Sabrina Ferilli.

È interessato a Hollywood dopo la piccola parte nel film di Minghella?

Magari, e a chi non piacerebbe un filmetto, è il sogno di tutti quelli che fanno il mio mestiere. Ma lì stanno peggio di noi, c’è una concorrenza da far spavento, non credo succederà mai.

Con quale attrice vorrebbe recitare?

Mah, non so cosa rispondere. A diciotto anni avrei detto Ursula Andress, o Laura Antonelli, ora non so proprio.

Ha fatto pubblicità per telefoni e occhiali da sole, la farebbe per un detersivo?
No, soltanto per le cose che mi piacciono.

Lei ha portato il karaoke in Italia: un pochino si vergogna?

No, ci mancherebbe, il karaoke è il veicolo che mi ha fatto diventare famoso, che mi ha fatto amare dalla gente. È stato un fenomeno popolare seguito da milioni di persone, e nella fascia dei telegiornali. Rimarrà nella storia delle televisione italiana.

Poi è morto (artisticamente parlando) ed è resuscitato in forma smagliante.

Non sono d’accordo, se non ci fosse stata quella pausa non ci sarebbe stato “Stasera pago io”. Io ho continuato a sperimentare, non sono certo rimasto fermo. Non sono un presentatore, come i bravissimi Gerry Scotti e Bonolis, io faccio un altro mestiere.

Ha vinto tre Telegatti: è orgoglioso?

Mi mancava soltanto di vincere la coppa Uefa, e poi avevo preso tutto. Ero imbarazzato.

Il suo nuovo programma?

Dovrebbe andare in onda in primavera, sempre su Raiuno.

Cachet miliardario?
No, io non faccio contratti e non arrivo alle cifre che prendono i miei colleghi.

E che fa?

Firmo per tre, quattro puntate, ed è completamente diverso. Se faccio un contratto che so, per alcuni anni, poi non posso dire mai di no, in sostanza devo fare televisione anche quando non ho niente da dire. Va bene solo prima della pensione.

Come investe i suoi soldi?

Fa tutto mia sorella, è lei l’amministratrice, io non so neppure quanto ho nel conto corrente.

Quante donne ha avuto?

Oddìo, diverse storie, anche importanti, il numero non lo so.

Ora è fidanzato?

Sì.

Con chi?

Si chiama Susanna Biondo, è una splendida ragazza nata a Roma da un padre siculo-americano e una mamma veneziana. Ha una bambina che si chiama Olivia, quattro gatti, e gestisce una società di post-produzione cinematografica.

Ha votato centrosinistra o centrodestra?

Questo non lo posso dire. Come diceva anche Totò: l’uomo fa delle scelte ma l’attore è di tutti. Ora prendo in giro Berlusconi, ma se avesse vinto Rutelli sarebbe stata la stessa cosa, ci sarebbe passato anche lui.

Che macchina ha?

Una Chrysler monovolume. E che, mi compro il Ferrari per farmi vedere? Ho una bellissima Chrysler che ho avuto gratis: scambio-merce, una seratona per la casa automobilistica, che anziché pagarmi mi ha dato la macchina.

Il suo peggior difetto?

Sono un po’ presuntuoso.

Un personaggio dello spettacolo sopravvalutato.

Mi dispiace dirlo ma penso che siano sopravvalutate tutte quelle donne che stanno sui giornali in foto con l’ultimo fidanzato, e passano per show girl. Di show girl in Italia ce ne sono soltanto due: Raffaella Carrà e Lorella Cuccarini.

Uno sottovalutato.

Io ero uno sottovalutato.

Cosa fa per mantenersi in forma?

In inverno un po’ di palestra, qualche volta ho provato con un personal trainer, ma non resisto più di un mese.

Religioni, filosofie, ideologie?

Niente di niente, sono cattolico, vado poco in chiesa, mangio di tutto.

Un pensiero sulla globalizzazione.

Mi fa arrabbiare il fatto che i paesi poveri non possano pagare le medicine per colpa di politiche assurde. Non accetto che le multinazionali facciano quello che vogliono, ho tanti dubbi, globalizzazione sarebbe dovuto essere un concetto positivo, avrebbe dovuto portare benessere a tutti, invece sta succedendo il contrario.

Ha letto “No logo”?

No, ma sono curioso, dovrò decidermi a prenderlo prima o poi. Il problema è che è diventato anche quello un logo.

Le piace Manu Chao?

Lo rispetto come artista, ma l’ultima canzone mi sembra un temino da seconda elementare. Se l’avessi fatta io mi avrebbero detto giustamente: che stronzata.

Che libro ha sul comodino?

Stefano Benni, “Il dottor Niù”.

L’ultimo disco che ha acquistato?

Una collection degli anni Settanta.

La sua canzone preferita?

“Vagabondo” dei Nomadi.

Uno che le ha insegnato molto.
Enzo Olivieri, capo-villaggio della Valtur.

Il comico che la fa più ridere.

Mi piacciono Aldo, Giovanni e Giacomo, Teocoli e Fabio Volo.

Il suo piatto preferito.

Adoro la pastasciutta, il pane e la pizza.

Cibo, sesso, successo: cosa la fa godere di più?

Il cibo. Il sesso è faticoso e fa sudare, il successo sta all’ultimo posto.

Cristina Cossu