Istantanee - di Vincenzo Mollica - Fiorello

Estate 2001: Fiorello parte per la sua prima tournée nei teatri, in giro perl'Italia. E' una nuova sfida per lo show man, che la accetta con piacere econ il suo solito umorismo.

Fiorello parte in tournée: dal teatro alle cave di Sirolo…
È una cosa pazzesca anche questa…

Con quale stato d'animo parti?
Allegrissimo. Allegrissimo, ma… sai, quando fai televisione c'è lo stress per l'audience, ma anche quando fai teatro c'è quello per i biglietti. Poi, quando i biglietti li vendi, c'è lo stress di soddisfare il pubblico che ha pagato…
Io ho sempre fatto battesimi, cresime, comunioni, convention, ma non avevo mai fatto "Il Teatro".
Perché a teatro accade ancora questa cosa incredibile, che arriva la famiglia e sceglie dove sedere per vedere lo spettacolo - platea, palco, fondo, eccetera - e paga…
Be', allora devi dare il massimo.
Ed è ancora stress: io mi sveglio alle cinque tutte le mattine, con le tortorelle.
Però, ho voluto la bicicletta e pedalo.

Dai primi assaggi che hai fatto con questo pubblico pagante, quali sono le prime reazioni?
Abbiamo fatto un'anteprima a pagamento (si paga sempre a 'sto teatro) a Cagli nelle Marche, e i cagliesi sono stati straordinari, li ringrazio, si sono divertiti, lo spettacolo è durato due ore e mezza.
Ma alla prima nazionale ci saranno i giornalisti e, se andrà bene… Perché lo sai come funziona? Io non lo so, ma mi hanno detto che se le prime tappe vanno bene c'è il passaparola, e… Se non va bene invece tu arrivi e non ci viene nessuno, a comprare i biglietti, che rimangono soli…

Quella è una situazione da eliminare!
Come ci si sente da uomo teatrale?

In tutti i posti dove vai ci sono i manifesti! Ieri l'ho visto. Enorme: "Fiorello, Grillo, De Gregori"…
Capisci?
In alcuni teatri dove andrò, prima o dopo di me ci saranno Grillo e De Gregori… Ieri ho fermato la macchina e ho fotografato il manifesto.

È una bella compagnia ?
Eh sì. Devo dire che l'estate in Italia si sta movimentando. Poi, c'è Giampiero Solari… È bello il teatro: le luci… Si suda! In teatro si suda ed è bellissimo, io mi sono visto, col sudore che luccicava: sembravo un attore, sembravo Carmelo Bene!

Ma qual è la battuta che scatena il pubblico?
È una delle prime battute che faccio... è l'episodio del primo incontro con il mio impresario, che è pugliese. Mi scoprì in un villaggio: "Fiorello, se tu mi dai retta diventerai il Pippo Baudo del duemila" .
Io già mi vedevo, nel 2000, sposato con la Ricciarelli.
Quando dovevamo andare a fare le serate, lui mi doveva vendere come artista - la gente non mi conosceva, io ancora non facevo televisione - e lui diceva: "prendete questo ragazzo, sarà il Pippo Baudo del 2000". Ma lui non sapeva che nel 2000, il Pippo Baudo del 2000 sarebbe stato…. sempre Pippo Baudo.

Qual è la cosa che ti diverte di più dello spettacolo?
È la paura.
La paura prima di entrare in scena, il sudore sulle mani, l'adrenalina che sale, i primi dieci secondi quando entri in scena, il primo applauso di benvenuto e poi i successivi che ti devi conquistare… Questa è la cosa che, giorno dopo giorno, sta conquistando me e credo che continuerò anche in autunno.

Ci sarà anche un posticino per il Califfo?
Certo: io vado sempre nelle piazze dei paesi dove mi fermo; l'altra sera a Sirolo, me l'hanno chiesto. Certo, in maniera diversa ma lo faccio.

Come comincia questa maniera diversa?
Ti ricordi quando litigano Vasco Rossi, Califano e Pino Daniele con il trucco della manopola che cambia velocità e la voce passa e da uno all'altro… L'altra sera sono passato addirittura da Califano a Vasco Rossi, da Vasco Rossi a Ce
lentano e da Celentano a Berlusconi!

Insomma il divertimento c'è!
Tra l'altro ci farà anche Pavarotti… non in persona, ma sarà "presente" sul palco, con la voce.
Già un'anticipazione l'avevo fatto quando ero andato da Celentano.
Faremo venti-trenta tappe. A me hanno insegnato che lo spettacolo è sempre uno, si definisce e poi lo si ripete tutte le sere. Ma io non riesco a fare tutte le volte lo stesso spettacolo: la mia sfida è riuscire a sorprendere la gente che lavora con me e che conosce già lo spettacolo.
Se riesco a far ridere l'orchestra…